lunedì 6 aprile 2020

Un tuffo in... Italia - L'Aquila

UN TUFFO IN… ITALIA – L’Aquila 11 anni dopo

Il 6 aprile di 11 anni fa un sisma di magnitudo 6.3 ha devastato L'Aquila e provincia, provocando 309 morti e circa 2.000 feriti. Moltissimi edifici sono crollati lasciando senza casa migliaia di persone e un ingente patrimonio architettonico è andato distrutto. 

L’Aquila è una città bellissima e siamo certi che riuscirà a rinascere dopo questa catastrofe, anche se la ricostruzione avrà ancora tempi lunghi:

«Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere». (Josè Saramago).

Ecco alcune belle immagini della città e del suo territorio.
Questa è la Fontana luminosa, caratterizzata da due nudi femminili in bronzo che sorreggono la caratteristica conca abruzzese.




Questo è invece il Forte Spagnolo, anche noto come castello Cinquecentesco, la fortezza dell’Aquila. Mai utilizzato per scopi bellici, fu utilizzato nel Seicento come residenza del governatore spagnolo. Restaurato nel 1951 è divenuto sede del Museo nazionale d’Abruzzo, il più importante della regione, e prima del terremoto era sede di mostre e convegni: ora infatti è rimasto gravemente danneggiato e non è attualmente agibile.









Ecco la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, fondata nel 1287 per volere di papa Celestino V: è il più importante monumento religioso della città.
Anche questa basilica è stata gravemente danneggiata durante il terremoto del 2009 ma ora dopo i primi restauri è tornata agibile e funge temporaneamente da cattedrale della città.












L’Aquila sorge sul pendio di un colle, alla sinistra del fiume Aterno, a sud delle estreme propaggini del Gran Sasso d'Italia, le montagne più alte dell’Appennino.

















Il comune fa parte del bellissimo Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, un parco nazionale istituito nel 1991 che si estende per una superficie di circa 141.350 ettari su un terreno prevalentemente montagnoso e ricco di flora e fauna protetta.










Questo è il lago di Campotosto, il più grande lago artificiale dell’Abruzzo: è artificiale perché la sua creazione è stata possibile grazie alla costruzione di tre dighe.









Anche il lago di Provvidenza è artificiale, è stato realizzato sbarrando il corso del fiume Vomano con una diga alta 52,2 metri. Questo lago viene utilizzato per le Centrali idroelettriche di Provvidenza e di San Giacomo.


sabato 21 marzo 2020

Un tuffo in... Italia - Montecassino


Oggi è il 21 marzo, primo giorno di primavera, detto anche equinozio: con questa parola si indicano i giorni di inizio della primavera e dell’autunno in cui i raggi del sole sono perpendicolari all'equatore e il giorno, cioè leore di luce, e la notte hanno la stessa durata in ogni punto della terra (anche se la definizione non è altamente scientifica e piuttosto teorica, per esempio quest’anno l’equinozio di primavera sarebbe già stato ieri).


Per indicare l’inizio della primavera in Italia abbiamo molti modi di dire, per esempio:
'San Benedetto, la rondine è sotto il tetto'
che vuole significare che nel giorno in cui si celebra San Benedetto, cioè proprio il 21 marzo, inizia la stagione della primavera, simboleggiata dall'arrivo delle rondini.



Chi era San Benedetto e perché il suo nome è legato a Montecassino?





Benedetto da Norcia (480 - 547) è il fondatore dell'ordine dei Benedettini.
Il 21 marzo ricorda il giorno della sua morte, presso il bellissimo monastero di Montecassino, che egli aveva fondato nel 529, in provincia di Frosinone, nel comune di Cassino, (Lazio).
Benedetto, fratello di Santa Scolastica, era nato verso il 480 d.C. nella città umbra di Norcia, di recente colpita duramente dal terremoto.
Nell’abbazia di Montecassino, Benedetto compose la sua Regola monastica verso il 540: egli combinò la buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali, nell'intenzione di fondare una “scuola del servizio del Signore, in cui speriamo di non ordinare nulla di duro e di rigoroso.”
La Regola (sintesi del Vangelo), nella quale si organizza nei minimi particolari la vita dei monaci, è riassunta nel celebre motto ora et labora ("prega e lavora").

I monasteri che seguono la regola di San Benedetto sono detti benedettini.


Benedetto morì il 21 marzo 547 dopo 6 giorni di febbre fortissima: secondo la leggenda spirò in piedi, sostenuto dai suoi discepoli, con le braccia sollevate in preghiera, mentre li benediceva e li incoraggiava alla preghiera.

L’abbazia è celebre anche per un triste ricordo: l'antico monastero nel 1944 fu teatro della terribile battaglia di Montecassino, un bombardamento massiccio delle forze alleate ( poichè vi sospettavano erroneamente la presenza di reparti tedeschi) che lo distrusse quasi completamente.

Il bombardamento cominciò la mattina del 15 febbraio e ben 142 bombardieri pesanti e 114 bombardieri medi rasero al suolo l'abbazia. Morirono numerosi civili che avevano trovato rifugio all'interno dell'edificio, diversi soldati tedeschi e anche quaranta soldati della divisione indiana.


La ricostruzione, iniziata subito dopo la fine della guerra, ha mirato ad una riproduzione esatta delle architetture distrutte.