mercoledì 13 giugno 2018

Un Tuffo a... Mosca, San Pietroburgo, Rostov


QUESTIONARIO INIZIALE 

Prima di iniziare lo studio della lingua e della cultura italiana vi presentiamo questo breve questionario: gli insegnanti possono proporlo nelle loro classi per conoscere meglio i propri studenti e i loro interessi.  
 
ВВОДНАЯ АНКЕТА
Traduzione in russo a cura di Alyona Krasnikova
Перевод на русский Красниковой Алены

Изучал(а) ли ты ранее итальянский язык?/ Hai già studiato l'italiano?                  
□   sì          □ no
Если да, то сколько времени? Se sì, dove e per quanto tempo? __________________________________________________

Для чего  ты  учишь итальянский язык? Per quali motivi studi l'italiano?
       нужен  для моей учебы / perché è utile per i miei studi
       потому что люблю итальянскую культуру / perché amo la cultura italiana
       нужен для моей работы / perché è utile per il mio lavoro
       для общения с друзьями из Италии / per parlare con amici italiani         
       для поездок в Италию / per viaggiare in Italia      
       ___________________________

Каковы твои цели?/Quali sono i tuoi obiettivi?
       говорить по-итальянски / parlare in italiano
       общаться в повседневной жизни / comunicare in situazioni quotidiane
       читать газеты, журналы или книги / leggere giornali, riviste o libri
       знать коммерческий язык / conoscere il linguaggio commerciale
       понимать телепрограммы / capire la televisione italiana
       слушать радио и песни / ascoltare la radio e le canzoni
       писать письма / scrivere lettere
       ________________________

Что тебя интересует больше всего в итальянской культуре?/ Che cosa ti interessa di più della cultura italiana?
            история и искусство / la storia e l'arte
       кулинарное искусство / la gastronomia
       литература / la letteratura
       музыка / la musica
       мода / la moda
       кино / il cinema 

Важнее всего для тебя научиться….. / Per te è più importante imparare a …. 
       говорить и изъясняться / parlare ed esprimerti    
       писать тексты и письма/ scrivere testi e lettere
       понимать на слух/ capire quando ascolti  
       читать газеты и книги/ leggere giornali e libri

Чем ты предпочитаешь заниматься в классе / Quali di queste attività preferisci svolgere in classe: 
       слушать и читать вслух диалоги / ascoltare e leggere ad alta voce i dialoghi
       слушать объяснения грамматики /  ascoltare le spiegazioni grammaticali
       слушать музыку и петь / ascoltare musica e cantare
       смотреть фильмы и телепередачи / guardare film o programmi televisivi  
       делать грамматические упражнения /  fare esercizi di grammatica
       читать газетные статьи / leggere articoli di giornale
       читать литературу / leggere la letteratura    
       разговаривать / fare conversazione
       писать письма и сочинения / crivere lettere e composizioni
       писать диктанты / scrivere dettati
       переводить литературные отрывки и тексты / tradurre brani e  testi letterari 
       играть и разыгрывать роли / eseguire role- play e giocare 
       учить слова наизусть / imparare vocaboli a memoria
       _______________________________

Сколько часов в неделю хочешь посещать курсы итальянского языка?/ Per quante ore alla settimana frequenterai il corso d’italiano?
       1 - 3
       4 - 6
       более 7 часов / più di 7 ore

Чем ты занимаешься?/ Qual è la tua occupazione?
      я студент(ка) / sono studente di _________________
      работаю / lavoro
      на пенсии sono pensionato / a
      домохозяйка / sono casalinga
      не работаю / sono disoccupato
       _____________________

Есть ли у тебя время для занятий и выполнения упражнений дома?/ Hai tempo per studiare e svolgere i compiti a casa?
      да /
      нет / no
      иногда / a volte





sabato 2 giugno 2018

Bravo chi legge! - Proposta di lettura 9

Dino Buzzati

Ecco un altro consiglio di lettura, uno scrittore unico nel panorama della letteratura moderna italiana, Dino Buzzati.

Quello che ci presenta di Dino Buzzati è un mondo magico, misterioso, e il lettore si incuriosisce sempre più durante la lettura arrivando alla fine del racconto o del romanzo con il fiato sospeso.

In particolare nei racconti di Buzzati, che muovono per lo più da episodi tratti dalla quotidianità, improvvisamente l’atmosfera diviene surreale: in un attimo accade l’incredibile e dietro una narrazione spesso fiabesca si nascondono le importanti tematiche affrontate dall'autore: la vita, il viaggio, la ricerca di se stessi.



Dino Buzzati è nato a Belluno nel 1906 e si è laureato in giurisprudenza.
Quasi subito ha iniziato a lavorare per un noto giornale italiano, il Corriere della Sera.
Nel 1933 Buzzati ha pubblicato il suo primo romanzo, Barnabò delle montagne a cui sono seguiti vari libri tra cui il suo capolavoro, Il deserto dei Tartari del 1940, e le celebri raccolte di racconti, come I sette messaggeri (1942) e Il Colombre (1966).
Accanto all'attività di scrittore e giornalista, si dedicava anche alla pittura illustrando i suoi racconti e tenendo con successo anche diverse mostre.
Buzzati è morto a Milano nel 1972, colpito da una malattia incurabile.






È difficile consigliare un solo libro di Buzzati: forse è meglio iniziare con un racconto (in calce ne proponiamo uno abbastanza breve e semplice) e arrivare poi alle atmosfere inquietanti dell’infinita attesa de Il deserto dei Tartari da cui nel 1976 è stato tratto anche un film, con la regia di Valerio Zurlini. Grande protagonista dell'opera è il destino, onnipotente e imperscrutabile, e alla fine beffardo.
Ma anche i racconti ci regalano un fascino incredibile. Con un tono narrativo da fiaba, Buzzati affrontava temi e sentimenti profondamente umani come l’angoscia, la paura della morte, ma anche il mistero, la magia, la ricerca dell'assoluto.
In uno dei più famosi, I sette messaggeri il protagonista decide di partire alla scoperta dell’estremo confine del suo regno. Egli si allontana dalla casa del padre e conduce con sé sette uomini il cui compito è quello di avvicendarsi nel tornare alla città di origine per raccogliere notizie e recapitarle a lui, ovunque egli si trovi (una metafora dell’uomo che si separa dalle sue origini, da ciò che è sicuro, per andare alla ricerca di se stesso). Ma l’impresa si dimostrerà senza speranza.

Il numero 7 ritorna nella novella I settepiani dove un uomo, sofferente di una leggerissima forma di una certa malattia, viene ricoverato all'ultimo piano di una clinica, costruita su sette livelli, a seconda della gravità del paziente. Una volta disceso un piano l’uomo non può più ritornare al livello superiore; di piano in piano egli si avvicina alla fine dei suoi giorni. Anche in questo caso, l’ospedale rappresenta metaforicamente la provvisorietà della vita umana. Man mano che l’uomo si rende conto di questa condizione, sente crescere dentro di sé il disagio della solitudine e il suo allontanamento dal «mondo della gente normale».




Ma esiste veramente questa normalità?
In questo, Buzzati ha una visione cupa e pessimista,come in queste parole tratte da Il deserto dei Tartari:

“Forse tutto è così, crediamo che attorno a noi ci siano creature simili a noi e invece c'è il gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico, ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli.”



Per iniziare a conoscere Dino Buzzati vi proponiamo un suo breve racconto pervaso da un forte senso di melanconia:

I giorni perduti

Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernest Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta e caricava la cassa su di un camion.
Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all’estrema periferia della città, fermandosi sul ciglio di un vallone.
Kazirra scese dall’auto e andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel dirupo che era colmo di migliaia e migliaia di altre casse uguali.
Si avvicinò all’uomo e gli chiese: – Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c’era dentro? E cosa sono tutte queste casse?
Quello lo guardò è sorrise: – Ne ho ancora sul camion, da buttare. Non sai? Sono i giorni.
–Che giorni?
–I giorni tuoi.
–I miei giorni?
–I tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso?
Kazirra guardò. Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno.
C’era dentro una strada d’autunno, e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se n’andava per sempre. E lui neppure la chiamava.
Ne aprì un secondo e c’era dentro una camera d’ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari.
Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk, il fedele mastino, che lo aspettava da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare.
Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava dritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere.
–Signore! – gridò Kazirra. – Mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole.
Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell’aria, e all’istante scomparve anche il gigantesco cumulo delle casse misteriose. E l’ombra della notte scendeva.

Quali sentimenti suscita in te questo racconto?
Che cosa pensi abbia voluto rappresentare l’autore con l’immagine delle casse piene di “giorni perduti”?


martedì 15 maggio 2018

Un Tuffo a... Trnava, Bratislava, Kosice


L'ITALIANO IN CLASSE:
ecco alcune espressioni e frasi utili per il linguaggio in classe con la traduzione in lingua slovacca a cura di Janka Rajcherová 
responsabile della scuola privata di italiano ITALIAmente 
         
Come chiedere spiegazioni
- Non ho capito.  Nepochopil/a som.
- Può (puoi) ripetere, per favore?              
Môžete (môžeš) to zopakovať, prosím?
- Può parlare più lentamente?  
Môžete (môžeš) hovoriť pomalšie?
- Che cosa significa "…………….."? 
Čo znamená “............”?
- Come si dice "………….……" in italiano? 
Ako sa povie "……….." po taliansky?
- Come si pronuncia (scrive) questa parola?       
       Ako sa vyslovuje (píše) toto slovo?
- È giusto? - È sbagliato?      Je to správne?    Je to nesprávne?       


Come chiedere qualcosa
- Scusi, posso fare una domanda?  Prepáčte, môžem sa niečo opýtať?  
- Posso aprire la finestra? Môžem otvoriť okno?   
- Può (puoi) aiutarmi?          Môžete (môžeš) mi pomôcť?                       

Come chiedere o esprimere un'opinione
- Mi piace …               Páči sa mi …              
- Le piace (formale) ………?    Páči sa Vám.....?
- Ti piace (informale) …..? Páči sa ti ...?
- Sono d'accordo.     - Non sono d'accordo.     Súhlasím. Nesúhlasím.          


Come scusarsi o chiamare qualcuno
- Mi dispiace molto.  Veľmi ma to mrzí.
- Scusi (formale), …….           Prepáčte, ..….
- Scusa (informale), ……        Prepáč, ......

Scuola privata di italiano  ITALIAmente http://www.italiamente.eu
http://www.italiamente.eu/sluzby/

domenica 13 maggio 2018

Un Tuffo... ad Agrigento e Piazza Armerina

Viviane, una professoressa di lingua italiana di Grasse, in Francia, ci ha mandato le foto della sua bellissima vacanza in Sicilia
Ecco in particolare, le immagini di Agrigento, con la sua meravigliosa Valle dei Templi, uno dei siti archeologici più rappresentativi della civiltà greca classica, inserito nel 1998 dall'UNESCO nell'elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. 


Su un crinale roccioso che delimita a sud l'altopiano su cui sorgeva l'abitato classico, emergono i resti dei templi dorici: quello di Hera (Giunone) Lacinia, di Eracle (Ercole), Zeus (Giove) Olimpico, Castore e Polluce (Dioscuri) e Hephaistos (Vulcano). 
Vicino al fiume, il tempio dedicato al dio della medicina, Asclepio. L'antica Akragas, nel V secolo a.C., era un fiorente centro culturale: patria del filosofo pre-socratico Empedocle, frequentata da Pindaro e Simonide. In epoca romana, la città viene visitata da Cicerone e descritta da Virgilio nell'Eneide. 




Dal medioevo fino ai nostri giorni, le vestigia, i molteplici panorami, la vegetazione, i colori e gli echi delle civiltà perdute hanno richiamato e ispirato filosofi, scrittori, poeti e pittori: Ludovico Ariosto, Goethe, Maupassant, Alexandre Dumas, Anatole France, Salvatore Quasimodo, Luigi Pirandello. 

Ci spostiamo ora a Piazza Armerina, città romana del IV secolo dopo Cristo e sede di numerosi scavi archeologici: uno dei ritrovamenti più importanti fino ad oggi effettuati è quello dei famosi mosaici della Villa Romana del Casale. Con una superficie di oltre 3.500 metri quadrati, la Villa era la residenza di caccia di Massimiliano Erculeo, che divideva con Diocleziano la gestione dell'impero romano. 



La villa rappresenta una straordinaria testimonianza della vita in epoca romana grazie ai suoi pavimenti mosaicati, famosi in tutto il mondo e dal 1997 inseriti dall'UNESCO nell'elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. 
L'importanza della Villa del Casale è dovuta infatti all'impeccabile stato di conservazione dei mosaici, ritenuti i più estesi e affascinanti mai realizzati in epoca romana. Ai famosi mosaici della villa lavorarono maestranze africane (e forse anche romane, come testimoniano alcuni motivi di derivazione sicuramente urbana). 
In queste opere si possono ammirare scene tratte da lavori di Omero, scene mitologiche e anche immagini di vita quotidiana, sempre realizzate in maniera molto vivida. 







 La Villa presenta quattro raggruppamenti principali: ingresso principale e quartiere termale; peristilio con soggiorno e foresteria; ambienti privati e basilica; triclinio e cortile ellittico. 

Informazioni utili: 
la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina (provincia di Enna) è aperta al pubblico ogni giorno dalle 09.00 a un'ora prima del tramonto. 
Tel. +39 0935.680036 
Il costo del biglietto è di euro 10,00 (ridotto a 5 euro per lavori di ristrutturazione).
Per i residenti in provincia di Enna l'ingresso è di 1 euro. 
Ingresso gratuito per i cittadini della Comunità Europea di età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65 anni.