mercoledì 22 marzo 2017

UN TUFFO in ISRAELE

Studiare l'italiano all'estero: ecco una testimonianza che ci arriva da Israele,  una professoressa che ha insegnato in diverse scuole ed attualmente lavora all'Università: Fiorenza Cevidalli insegna da più di 20 anni all'Istituto Culturale Italiano di Tel Aviv e collabora  anche con noi da molto tempo per la stesura e la revisione del nuovo materiale didattico.
 Views of the waterfront and beaches of Tel Aviv
Pubblichiamo con molto piacere l' interessante resoconto della sua esperienza in Israele.
  1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese?
In Israele, l'Italia è molto amata ed è una delle principali mete turistiche.                                   La sede dell' Istituto Culturale Italiano di Tel Aviv è frequentata, inoltre, da un folto gruppo di studenti della terza età con una buona preparazione culturale e sinceramente interessato ad approfondire le proprie conoscenze su arte e cultura italiana.
tel aviv 3
  1. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?
Molti studenti giovani vogliono frequentare le Università  italiane perché più accessibili e spesso meno costose.
Molti altri hanno relazioni di lavoro con l'Italia e devono imparare la lingua per superare l'inglese, spesso incomprensibile, degli italiani.
Un gruppo numeroso studia l'italiano per poterlo impiegare da turisti o per mantenere attive le capacità mentali e mnemoniche
  1. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?
La mancanza di schematicità e regolarità della grammatica italiana.La lingua ebraica moderna è stata programmata  a  tavolino con regole ben precise. Direi che il problema maggiore siano le preposizioni.
Le classi, poi, sono spesso poco omogenee perché comprendono studenti di diverse origini. Accanto a israeliani di origine rumena o francese, ci sono altri di origine marocchina o irachena che non hanno conoscenza di base delle lingue latine e quindi questo livello diverso genera sia problemi di insegnamento che di apprendimento.tel aviv 2
  1. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?
-Libri  di attualità e letture adattati ai vari livelli dei  corsi di conversazione.
- Mancano attività extrascolastiche  tipo riunioni o gite in cui si parli esclusivamente italiano.
- Maggiore  pubblicità  e sponsorizzazione.
telaviv

Un tuffo a ... Gerusalemme, Tel Aviv, Beer Sheva

L'ITALIANO IN CLASSE: ecco alcune espressioni e frasi utili per il linguaggio in classe. 
Traduzione in ebraico per gli studenti principianti a cura di Fiorenza Cevidalli


Come chiedere spiegazioni
                                                     כיצד מבקשים פירושים
Non ho capito
לא הבנתי             
Può ripetere, per favore?
האם תוכל לחזור בבקשה?  
Può parlare più lentamente?
האם תוכל לדבר לאט יותר?                   
Che cosa significa "…………….."?
מה פירוש "..................."              
Come si dice "………….……" in italiano?      
איך אומרים באיטלקית "...................."
Come si pronuncia (scrive) questa parola?
כיצד מבטאים (כותבים) מילה זו?
-È giusto? - È sbagliato?
האם זה נכון? האם זה שגוי?

Come chiedere qualcosa
Scusi, posso fare una domanda?
סליחה, האם אני יכול לשאול שאלה ?
Posso aprire la finestra?
האם אני יכול לפתוח את החלון ?
Può aiutarmi?
האם תוכל לעזור לי ?

Come chiedere o esprimere un'opinione
                                               כיצד מבקשים או מבטאים דיעה
Mi piace …………
הייתי רוצה.......................    
Le piace (formale) ………..?
האם היית רוצה (פורמלי)................?
Ti piace (informale) ……......?
 האם תרצה.......................?
                                                                                                                                 
Come scusarsi o chiamare qualcuno
כיצד ממקשים סליחה או קוראים למישהו
Scusi (formale
סלח לי
Scusa (informale),
אנא סלח לי


martedì 21 marzo 2017

Un tuffo in... Italia - Montecassino


Oggi è il 21 marzo, primo giorno di primavera, detto anche equinozio: con questa parola si indicano i giorni di inizio della primavera e dell’autunno in cui i raggi del sole sono perpendicolari all'equatore e il giorno, cioè leore di luce, e la notte hanno la stessa durata in ogni punto della terra (anche se la definizione non è altamente scientifica e piuttosto teorica, per esempio quest’anno l’equinozio di primavera sarebbe già stato ieri).


Per indicare l’inizio della primavera in Italia abbiamo molti modi di dire, per esempio:
'San Benedetto, la rondine è sotto il tetto'
che vuole significare che nel giorno in cui si celebra San Benedetto, cioè proprio il 21 marzo, inizia la stagione della primavera, simboleggiata dall'arrivo delle rondini.



Chi era San Benedetto e perché il suo nome è legato a Montecassino?





Benedetto da Norcia (480 - 547) è il fondatore dell'ordine dei Benedettini.
Il 21 marzo ricorda il giorno della sua morte, presso il bellissimo monastero di Montecassino, che egli aveva fondato nel 529, in provincia di Frosinone, nel comune di Cassino, (Lazio).
Benedetto, fratello di Santa Scolastica, era nato verso il 480 d.C. nella città umbra di Norcia, di recente colpita duramente dal terremoto.
Nell’abbazia di Montecassino, Benedetto compose la sua Regola monastica verso il 540: egli combinò la buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali, nell'intenzione di fondare una “scuola del servizio del Signore, in cui speriamo di non ordinare nulla di duro e di rigoroso.”
La Regola (sintesi del Vangelo), nella quale si organizza nei minimi particolari la vita dei monaci, è riassunta nel celebre motto ora et labora ("prega e lavora").

I monasteri che seguono la regola di San Benedetto sono detti benedettini.


Benedetto morì il 21 marzo 547 dopo 6 giorni di febbre fortissima: secondo la leggenda spirò in piedi, sostenuto dai suoi discepoli, con le braccia sollevate in preghiera, mentre li benediceva e li incoraggiava alla preghiera.

L’abbazia è celebre anche per un triste ricordo: l'antico monastero nel 1944 fu teatro della terribile battaglia di Montecassino, un bombardamento massiccio delle forze alleate ( poichè vi sospettavano erroneamente la presenza di reparti tedeschi) che lo distrusse quasi completamente.

Il bombardamento cominciò la mattina del 15 febbraio e ben 142 bombardieri pesanti e 114 bombardieri medi rasero al suolo l'abbazia. Morirono numerosi civili che avevano trovato rifugio all'interno dell'edificio, diversi soldati tedeschi e anche quaranta soldati della divisione indiana.


La ricostruzione, iniziata subito dopo la fine della guerra, ha mirato ad una riproduzione esatta delle architetture distrutte.