martedì 13 febbraio 2018

Un tuffo a... Amsterdam, Utrecht, Enschede...

QUESTIONARIO

Prima di iniziare lo studio della lingua e della cultura italiana vi presentiamo questo breve questionario: gli insegnanti possono proporlo nelle loro classi per conoscere meglio i propri studenti e i loro interessi. 
Per i principianti assoluti in Olanda, ecco la  traduzione in olandese a cura di Silvia Pasquadibisceglie:

VRAGENLIJST
Hebt u al Italiaans gestudeerd?  □ Ja         □ nee
Indien ja, waar en voor hoe lang?____________________________

Waarom studeert u Italiaans?
       Het is behulpzaam voor mijn studies
       Ik houd van Italiaanse cultuur
       Het is behulpzaam voor mijn baan
       Zo kan ik met mijn Italiaanse vrienden spreken
       Om naar Italië te reizen        
       ___________________________

Wat zijn uw doelen?
       Om Italiaans te spreken
       Om in alledaagse toestanden te communiceren
       om kranten, tijdschriften en boeken te lezen
       om de commerciele taal te kennen
       Om Italiaanse t.v. te begrijpen
       Om naar de radio en liedjes te luisteren
       Om brieven te schrijven
       _________________________

Wat interesseert u het meeste over de Italiaanse cultuur?        
       Kunst en geschiedenis
        Italiaanse Keuken
       Italiaanse Literatuur
       Italiaanse Muziek
       Italiaanse Mode
       Italiaanse Film
Voor u, is het belangrijker te leren
       Spreken        
       Schrijven
       Luisteren
       Lezen
Welk van de volgende activiteiten zijn belangrijk voor U:
       Luisteren naar en lezen van dialogen
       Uitleg en oefening van grammatica
       Luisteren naar muziek en zingen
       Llezen van literatuur
       Schrijven van brieven
       Opbouwen van een vocabulaire
       Vertalen van literatuur
       Kijken naar t.v.
       Oefenen van de grammatica
       Lezen van krantenartikelen
       Praten
       Rollenspel
       Schrijven




martedì 6 febbraio 2018

Bravo chi legge! - proposta di lettura 14 - Andrea Camilleri

Conoscete i gialli del Commissario Montalbano?
È possibile proporre ad uno studente straniero un libro di Andrea Camilleri, autore dei famosi gialli del commissario di Vigata?

La lingua usata dallo scrittore, nato a Porto Empedocle, Agrigento, nel 1925, è sicuramente piena di termini in dialetto siciliano, di non facile comprensione, ma i suoi libri sono affascinanti e la lettura molto coinvolgente.


All’inizio l’autore vanta una lunga carriera di sceneggiatore e regista di teatro, nonché autore teatrale e televisivo.

Ma è dal 1994, dall'uscita del romanzo La forma dell'acqua, che inizia il suo grande successo editoriale.
Due sono i filoni della produzione narrativa di Camilleri: i romanzi polizieschi (che hanno come protagonista il commissario Salvo Montalbano) e i romanzi storici (ambientati sempre in Sicilia), ma in entrambi i casi la trama coinvolge sempre in qualche maniera la ricerca di una soluzione, o della spiegazione di uno o più omicidi, sparizioni, stragi, insomma… morti.

Camilleri si è anche cimentato con una biografia "inventata" di Luigi Pirandello, Il figlio cambiato (Rizzoli, 2000) e nel 2009 ha pubblicato un altro romanzo “pirandelliano”, La tripla vita di Michele Sparacino.
Di particolare interesse anche la serie di romanzi dedicata ai grandi pittori, nel 2007 Il colore del sole (su Caravaggio), nel 2008 La Vuccirìa (su Guttuso) e nel 2009 Il cielo rubato (su Renoir).

Sono stati trasmessi vari sceneggiati televisivi basati sui romanzi polizieschi del commissario Salvo Montalbano di Camilleri, che hanno riscosso un grande successo del pubblico televisivo.
Fino ad oggi Camilleri ha venduto più di 10 milioni di copie.






La definizione che è stata data alla particolare lingua usata da Camilleri abbraccia espressioni quali "ibrido", "miscuglio", "italiano sporco", "miscela di italiano e dialetto". È indiscutibile che la base linguistica di tutti i romanzi di Camilleri sia l'italiano neostandard (la lingua italiana di uso“moderno”, definita da Berruto nel 1987).

Ma Camilleri fa molta attenzione all’uso del dialetto o delle altre particolarità della lingua, infatti nei sui romanzi vengono espressi giudizi su diverse varietà linguistiche,per es., il personaggio di Catarella chiama il suo linguaggio maccheronico taliano (Il cane di terracotta,p. 25); il questore dice che la lingua di Montalbano è un italiano bastardo (ibidem, p. 54), Livia, la fidanzata, non vuole che Montalbano parli in siciliano (ibidem, 227).

Questo linguaggio si trova ad esempio nel discorso diretto dei vari personaggi (sia delinquenti mafiosi, sia rappresentanti delle forze dell'ordine).



Prova a leggere questo breve discorso e poi leggi la trascrizione in italiano:

“Eh no, duttureddru, non è la stessa cosa, mi meraviglio di lei che sapi leggiri e scriviri, le parole non sono uguali. Io mi faccio arrestare, non mi costituisco. Si pigliassi la giacchetta che ne parliamo dintra, io intanto rapro la porta. (Il cane di terracotta,p. 20)”

“Eh no, dottorino, non è la stessa cosa, mi meraviglio di lei che sa leggere e scrivere, le parole non sono uguali. Io mi faccio arrestare, non mi costituisco. Pigli pure la giacchetta ché ne parliamo dentro, io intanto apro la porta”.

C'è un personaggio molto simpatico nei gialli con Montalbano, che si esprime in una lingua che si può definire maccheronica, un miscuglio di italiano burocratico e formale, italiano popolare, e dialetto. Questo tipo di lingua crea incomprensioni e situazioni altamente comiche. Il personaggio è Catarella, assunto nel Commissariato perché lontano parente di un ex-onnipotente onorevole.




Leggi il dialogo fra il commissario e Catarella ed evidenzia le espressioni non in italiano, poi cerca di “tradurre” o almeno di comprendere il senso dello scambio di battute fra i due protagonisti (livello C2)

Un giorno a Montalbano Catarella si era presentato con la faccia di circostanzia.
- Dottori, lei puta caso mi saprebbi fare la nominata di un medico di quelli che sono specialisti? -
- Specialista di cosa, Catare’? -
- Di malattia venerea. -
Montalbano aveva spalancato la bocca per lo stupore.
- Tu?! Una malattia venerea? E quando te la pigliasti? -
- Io m'arricordo che questa malattia mi venne quando ero ancora nico, non avevo manco sei o sette anni. -
- Ma che minchia mi vai contando, Catarè? Sei sicuro si tratta di una malattia venerea? -
- Sicurissimo, dottori. Va e viene, va e viene. Venerea.-
(Il cane di terracotta, p. 25-26)


Per approfondire gli argomenti e leggere tante notizie e curiosità sul mondo di Camilleri:

venerdì 2 febbraio 2018

Un tuffo nel... Carnevale!

Misaki, studentessa di lingua italiana presso la Soka University di Hachioji, Tokyo, ci ha mandato alcune foto scattate l’anno scorso al Carnevale di Venezia.




Carnevale 2018, programma degli eventi in Piazza San Marco Eventi a Venezia
Quest'anno il filo rosso del Carnevale di Venezia sarà il tema del “gioco”: Creatum  Civitas Ludens, La Città che Gioca
Piazza San Marco, per l’occasione, prende le sembianze di un grande circo, una delle forme di spettacolo più antico, fatta di stupore, tecnica e magia, dove si mescolano ambiti e ruoli, abilità e fantasia, gioco e scuola. A questa tradizione si ispira infatti l’allestimento ideato dallo scenografo del Teatro La Fenice, Massimo Checchetto, che per celebrare la tradizione ha scelto alcuni elementi del circo italiano Togni, utilizzati dallo stesso Federico Fellini nel film “La Strada”.

La Bottega di Piazza San Marco” presenterà le arti e i mestieri della tradizione: vetrai, artigiani, mascherai, sarti, profumieri, perliere e merlettaie apriranno le loro botteghe in Piazza San Marco come nella Venezia del ‘700, per mostrare un lavoro antico, magico, quasi un gioco. E tutti i pomeriggi il Caravan Circus, esibizioni, giochi e scuola di circo sui carrozzoni.
L'edizione del Carnevale veneziano 2018 prenderà il via domenica 4 febbraio alle 11 con il tradizionale Volo dell’Angelo e terminerà il 13 febbraio, martedì grasso.
Potrebbe interessarti: http://www.veneziatoday.it/eventi/carnevale-veenzia-2018-piazza-san-marco.html
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Conoscete le maschere del Carnevale in Italia? 
Questi sono i personaggi più famosi:

ARLECCHINO

È forse la maschera più famosa in tutto il mondo, dal caratteristico costume a rombi di tantissimi colori. Arlecchino è una maschera di Bergamo, in Lombardia, ma parla in veneziano perché nel 1500 quando essa nasce, la città di Bergamo era sotto il dominio veneto.
Arlecchino è un servitore astuto e ficcanaso, spesso attaccabrighe (porta infatti in mano un bastone per fare baruffa con tutti!) e passa in un momento dal riso al pianto.
Molte commedie dialettali veneziane lo vedono come protagonista.

PULCINELLA
Se Arlecchino è ormai diventato il simbolo di Bergamo ed ancor più di Venezia, Pulcinella lo è di Napoli e della "napoletanità". Anche Pulcinella è un servitore, ma il suo costume è tutto bianco ed in faccia porta una grande maschera nera, spesso con un naso aquilino che sembra il becco di un uccello. Anche il suo carattere è molto diverso da quello di Arlecchino: Pulcinella è più triste, tranquillo e spesso rassegnato. In pieno stile partenopeo, canta spesso accompagnato dal suono di una chitarra: sono malinconiche canzoni d'amore non ricambiato o dichiarazioni di grande legame per la sua terra e la sua città.



IL DOTTOR BALANZONE
È la maschera di Bologna, città famosa per la sua università ("la dotta") e quindi Balanzone non poteva che essere un dottore; ma è in realtà solo un vanitoso e superbo personaggio che si rivela sempre ignorante e sbruffone. Quando parla, il suo linguaggio è un incredibile misto di latino e dialetto bolognese. Il suo abito nero è quello  tipico dei ricchi dottori del 1600, ma il suo aspetto non è gradevole perché Balanzone ha una grande pancia e due buffi baffoni che si tocca in continuazione.
 
COLOMBINA 
Si trova in molte commedie a fianco di Arlecchino: è una servetta allegra, vanitosa e pettegola, ma anche molto graziosa. Arlecchino è innamorato di lei e Colombina approfitta di questa situazione a suo vantaggio.






E ancora:

MENEGHINO di Milano
GIANDUIA  di Torino
STENTERELLO  di Firenze
RUGANTINO di Roma
SANDRONE di Modena
FAGIOLINO di Reggio Emilia
BEPPE NAPPA della Sicilia



mercoledì 31 gennaio 2018

Un tuffo a... Gjovik, Oslo, Bergen

L'ITALIANO IN CLASSE:
ecco alcune espressioni e frasi utili per il linguaggio in classe.
con la traduzione in norvegese per gli studenti principianti a cura di Gianna Ferlisi Amundsen

Come chiedere spiegazioni

- Non ho capito. Jeg forstår ikke?
- Può (puoi) ripetere, per favore? Kan du gjenta?
- Può (puoi) parlare più lentamente? Kan du snakke saktere?
- Che cosa significa "…………….."? Hva betyr det?
- Come si dice "………….……" in italiano? Hva sier man…… på italiensk?
- Come si pronuncia (scrive) questa parola? Hvordanskriver man dette ordet?
- È giusto? - È sbagliato? Er detriktig? - Er det feil?

Stemma della città di Oslo
Come chiedere qualcosa

- Scusi (scusa), posso fare una domanda? Unnskyld, kan jegstille et spørsmål?
- Posso aprire la finestra? Kan jeg åpne vinduet?
- Può (puoi) aiutarmi? Kandu hjelpe meg?

Come chiedere o esprimere un'opinione

- Mi piace … Jegliker…
- Le piace (formale)………? - Ti piace (informale) …..? Liker du…….?
- Sono d'accordo. - Non sono d'accordo. Jeg er enig. - Jeg er uenig.
Fiordo norvegese
Come scusarsi o chiamare qualcuno

- Mi dispiace molto. Jeg beklagerveldig.
- Scusi (formale),……. - Scusa (informale), …… Unnskyld.


Bandiera norvegese