lunedì 1 settembre 2014

Bravo chi legge! - proposta di lettura 5

Oggi parliamo di un altro grandissimo della letteratura italiana: Luigi Pirandello, nato in Sicilia ad Agrigento nel 1867 e morto a Roma nel 1936.

Pirandello è famoso soprattutto per le sue opere teatrali, ma ha scritto anche romanzi, poesie e racconti.
Nel 1934 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura.

Come primo approccio di lettura possiamo proporre una novella della raccolta Novelle per un anno: nel progetto originario dell’autore dovevano essere in effetti 356 racconti, Pirandello cioè voleva darci la possibilità di leggere una novella al giorno con lo scopo di comprendere giorno per giorno l'assurdità dell'esistenza, tema caro allo scrittore siciliano.

Ma Pirandello non riuscì a portare a termine il lavoro a causa della sua morte, nel 1936: le novelle pubblicate in vita tra il 1922 e quell'anno erano 241 mentre altre 15 furono pubblicate postume, per un totale quindi di 256.

Fra le più famose ci sono La giara, Ciàula scopre la luna e La patente (1911) di cui parliamo oggi (di questa novella esiste anche una versione teatrale, scritta qualche anno dopo e destinata ad una rappresentazione in dialetto siciliano).


La patente affronta il tema tipicamente pirandelliano del contrasto fra ciò che siamo e ciò che gli altri pensano di noi: il tema viene affrontato in questo caso attraverso una vicenda legata all'ignoranza e alla superstizione di una società arretrata, in cui perfino i giudici credono alla sfortuna e al malocchio (la iettatura).
In questa società, che obbliga le persone ad indossare una "maschera" di falsità, l'uomo non può ribellarsi, ma deve solo accettare il proprio destino.

Il protagonista della novella è Rosario Chiàrchiaro, un uomo considerato da tutti uno iettatore, cioè una persona che porta sfortuna: la gente è così superstiziosa e teme così tanto la malasorte che al passaggio dell’uomo tutti fanno gesti scaramantici: toccano ferro, fanno il gesto delle corna.



Il giudice D'Andrea crede all’inizio che Chiàrchiaro abbia querelato due giovani che in sua presenza hanno fatto"gli scongiuri di rito", ma non è così.
Nell'ufficio del giudice, Chiàrchiaro arriva tutto vestito di nero come un corvo e subito dichiara che non ha nessuna intenzione di far condannare i due giovani: il suo obiettivo è invece al contrario quello di ottenere una “patente” di iettatore con cui pretendere di essere pagato per evitare i suoi malefici. Infatti Chiàrchiaro è stanco della "schifosa umanità" e vuole vendicarsi sfruttando la superstizione popolare chiedendo a tutti una tassa che nessuno al suo passaggio rifiuterà di pagare pur di allontanare la sfortuna.

Nel 1954 la novella La patente ispirò l'omonimo episodio interpretato dal famoso attorena poletano Totò nel film Questa è la vita, regia di Luigi Zampa (anche gli altri episodi del film sono tratti da novelle di Pirandello, come La giara e Il ventaglino).



Ecco l’episodio La patente:


Ascolta con attenzione i primi 5 minuti del film e rispondi alle domande:
1. Di che colore Chiàrchiaro vuole indossare la cravatta e la giacca?
2. Quanti figli ha l’uomo?
3. Che malattia ha la moglie di Chiàrchiaro?
4. Che professione fa il fidanzato della figlia maggiore di Chiàrchiaro?
5. Che cosa toccano gli italiani per scongiuro contro la sfortuna?
6. Che cosa chiede Chiàrchiaro al giudice?
7. Perché vuole la “patente da iettatore”?
8. Che cosa significa la parola “calunnia”? Il sinonimo è:
a) sfortuna b) diffamazione c) destino

mercoledì 20 agosto 2014

Un tuffo in... Basilicata


Oggi vivremo un’avventura davvero unica!
Vi portiamo sulle Dolomiti Lucane, nel cuore della Basilicata, dove un cavo d’acciaio sospeso tra le vette di due paesi, Castelmezzano e Pietrapertosa permette di vivere una grande emozione: il Volo dell’Angelo.



Arriviamo a Castelmezzano, uno splendido borgo, dove si può girare tra le casette, incastonate tra le rocce, o fare suggestive escursioni storico-naturalistiche.
L’ebbrezza del volo si può provare su due linee differenti il cui dislivello è rispettivamente di 118 e 130 metri.
La prima, detta di San Martino parte da Pietrapertosa (quota di partenza 1020 metri) e arriva a Castelmezzano (quota di arrivo 859 metri) dopo aver percorso 1415 metri raggiungendo una velocità massima di 110 Km all’ora.













La seconda linea permette di lanciarsi da Castelmezzano e arrivare a Pietrapertosa toccando i 120 Km all’ora su una distanza di 1452 metri.







Il paesaggio delle Dolomiti Lucane è magnifico, con spettacolari sagome che hanno suggerito nomi fantasiosi come l’aquila reale, l’incudine, la grande madre, la civetta.



Sono montagne la cui nascita risale al periodo del Miocene medio, circa 15 milioni di anni fa, durante il quale si formarono in fondo al mare queste splendide rocce.





Per maggiori informazioni e prenotazioni:

mercoledì 13 agosto 2014

Un tuffo a... Gjovik, Oslo, Bergen

L'ITALIANO IN CLASSE:
ecco alcune espressioni e frasi utili per il linguaggio in classe.
con la traduzione in norvegese per gli studenti principianti a cura di Gianna Ferlisi Amundsen

Come chiedere spiegazioni

- Non ho capito. Jeg forstår ikke?
- Può (puoi) ripetere, per favore? Kan du gjenta?
- Può (puoi) parlare più lentamente? Kan du snakke saktere?
- Che cosa significa "…………….."? Hva betyr det?
- Come si dice "………….……" in italiano? Hva sier man…… på italiensk?
- Come si pronuncia (scrive) questa parola? Hvordanskriver man dette ordet?
- È giusto? - È sbagliato? Er detriktig? - Er det feil?

Stemma della città di Oslo
Come chiedere qualcosa

- Scusi (scusa), posso fare una domanda? Unnskyld, kan jegstille et spørsmål?
- Posso aprire la finestra? Kan jeg åpne vinduet?
- Può (puoi) aiutarmi? Kandu hjelpe meg?

Come chiedere o esprimere un'opinione

- Mi piace … Jegliker…
- Le piace (formale)………? - Ti piace (informale) …..? Liker du…….?
- Sono d'accordo. - Non sono d'accordo. Jeg er enig. - Jeg er uenig.
Fiordo norvegese
Come scusarsi o chiamare qualcuno

- Mi dispiace molto. Jeg beklagerveldig.
- Scusi (formale),……. - Scusa (informale), …… Unnskyld.


Bandiera norvegese

venerdì 1 agosto 2014

Tutti a tavola!


TUTTI A TAVOLA:
l’ENO-GASTRONOMIA per imparare, con gusto, la lingua e cultura italiana!



Una buona colazione
Gli italiani mangiano di solito 3 volte al giorno: la mattina fanno la colazione, all’una il pranzo, la sera la cena.
I bambini hanno l’abitudine di fare la merenda, il pomeriggio verso le 5, con frutta e dolci o biscotti.
Quando abbiamo fame fuori dall’orario dei pasti, facciamo lo spuntino, per esempio a metà mattina o la sera tardi prima di dormire: un succo di frutta, una mela , uno yogurt sono spuntini veloci e sani.
La colazione non è importante per tutti: alcuni bevono solo un caffè, il famoso espresso, o un cappuccino, altri bevono anche tè, latte o succo d’arancia e mangiano dolci e biscotti.
Un dolce tipico è il cornetto, anche chiamato croissant o brioche (dal francese).
In ogni caso la colazione italiana è sempre dolce: uova e pancetta non fanno parte della nostra tradizione!

Non c’è niente di meglio di un buon caffè!
Per gli italiani il caffè è una vera istituzione: la mattina a colazione, dopo pranzo o dopo cena, ogni momento è giusto per godersi una tazzina fumante della famosa bevanda, a casa come al bar.
In casa gli italiani fanno il caffè con la moka, la macchinetta per caffè di varia misura (da 1, 3, 5… tazzine) oppure con macchine simili a quelle del bar, per gustare a casa il tipico espresso del bar. Ma buona parte del gusto del caffè dipende dalla sua miscela, che deve essere macinata fresca.




Al bar è possibile scegliere diversi tipi di caffè: di solito gli italiani preferiscono il caffè ristretto, cioè basso, concentrato e cremoso, ma è possibile anche chiedere un caffè lungo, o addirittura all’americana, cioè nella tazza grande allungato con acqua calda.
Se nel caffè aggiungiamo alcune gocce di liquore (per esempio la grappa o la Sambuca) il caffè diventa corretto, se invece chiediamo un caffè macchiato il barista mette alcune gocce di latte.
Al contrario, in un latte macchiato mettiamo alcune gocce di caffè, mentre il caffelatte ne contiene una quantità maggiore.
Ma la bevanda a base di caffè più conosciuta ed apprezzata è il cappuccino, che deve avere una morbida schiuma, a volte spruzzata di cacao in polvere.




Per gli anziani e i bambini è possibile anche preparare un caffè con il macinato di orzo che mettiamo nell’acqua bollente per ottenere una bevanda di gusto simile al caffè tradizionale, ma senza la caffeina, che in grandi quantità può essere dannosa: per questo motivo alcuni ordinano anche al bar uno speciale caffè decaffeinato.

Ora tocca a te!
Confronta la colazione italiana con quella che fai tu ogni mattina.

Gli Italiani mangiano:                                                           Io mangio:
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Preferisci la colazione dolce o salata?
Sai cosa si intende in Italia per ‘colazione all’inglese’?
Il pomeriggio fai merenda? Che cosa mangi di solito?
Tu e i tuoi amici fate mai lo ‘spuntino di mezzanotte’?
Che cosa mangiate?
Preferisci il tè o il caffè?
Ti piace il caffè italiano?

Prova a spiegare le differenze fra questi tipi di caffè o bevande a base di caffè:

CAFFÈ ESPRESSO =………………………………………………………………….
CAFFÈ RISTRETTO =………………………………………………………………...
CAFFÈ LUNGO ( o americano) =………………………………………………
CAFFÈ DOPPIO =………………………………………………………………………
CAFFÈ FREDDO =…………………………………………………………………….
CAFFÈ CORRETTO =…………………………………………………………………
CAFFÈ DECAFFEINATO =………………………………………………………….
CAFFÈ D’ORZO =……………………………………………………………………..
CAFFÈ MACCHIATO =……………………………………………………………….
LATTE MACCHIATO =……………………………………………………………….
CAFFÈLATTE =………………………………………………………………………….
CAPPUCCINO =…………………………………………………………………………

Curiosità
Il nome “cornetto” viene dalla tipica forma di corna di questo dolce così comune per la colazione del mattino.

La parola “pasta” ha un doppio significato:
1)      la pasta come primo piatto ( cioè maccheroni, spaghetti , eccetera).
2)      una pasta o pasticcino, cioè un piccolo dolce (per esempio un bignè).