sabato 26 luglio 2014

Impara l'arte! 9 - Artemisia Gentileschi


Artemisia Gentileschi è una delle poche rappresentanti femminili della storia dell'arte europea, ma è anche la protagonista di una drammatica e torbida vicenda che potremmo definire "caravaggesca", piena di elementi sentimentali, erotici e fantastici, come se Artemisia fosse l’eroina di un romanzo romantico (e infatti svariati romanzi si sono ispirati alla sua vita).


Artemisia nasce a Roma nel 1593. La chiamavano pittora o pittoressa perché il termine "pittrice" ancora non esisteva. La pittura era un mestiere da maschi, adatto al padre Orazio, celebrato in tutta Europa, allo zio Aurelio Lomi o ad Agostino Tassi il pittore che fu l’autore della violenza subita da Artemisia nemmeno diciottenne.

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Un mondo di maschi quindi in cui la giovane artista riuscì a farsi valere, con il coraggio della denuncia dello stupro in un terribile processo, durante il quale dovette subire però ulteriori violenze fisiche e morali.
Grazie alla sua grande forza d’animo Artemisia ebbe modo di fare conoscere il suo talento, infatti è stata una delle poche donne riuscita in qualche modo a sfuggire a questo rigidissimo sistema sociale: tuttavia, la sua sofferta vicenda privata si è spesso sovrapposta a quella di pittrice generando molte ambiguità.
In questo modo è diventata il simbolo del femminismo e del desiderio di ribellarsi al potere maschile,ma questo fatto le ha reso un grande torto: l'avere spostato l'attenzione (ed averle attribuito un particolare successo) sulla vicenda della violenza e del processo, mettendo in ombra i suoi meriti professionali, ormai ampiamente riconosciuti dalla critica, a partire dal critico Roberto Longhi.

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«Artemisia - scrisse Longhi nel 1916 - è l'unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità».
La pittura di Artemisia è forte e vibrante di passione: nei suoi dipinti, tutte le sue donne, persino le figure sacre, sono caratterizzate da robusta virilità e prosperosa femminilità.
Splendide le muscolose Maddalene in equilibrio tra sensualità e ascesi spirituale così come Susanna con i vecchioni.
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Erotica anche la figura di Cleopatra morente in un nudo a grandezza naturale che doveva essere tenuto dietro le tende per la sua impudicizia mentre Giuditta che decapita Oloferne non è turbata dal suo gesto, come nel quadro di Caravaggio da cui questo deriva, ma sicura e feroce nel decollare la Superbia.
Altri quadri rappresentano temi biblici, come Gesù e la samaritana al pozzo o soggetti mitologici, come la Ninfa Corisca e il satiro: Corisca, simbolo della virtù femminile, che scappa dal satiro cornuto, mettendosi dei capelli posticci che l'uomo, mezzo capretto, tira, perdendo l'equilibrio e il tempo per riacciuffarla. L'uomo è beffato, la donna in fuga verso la libertà.

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Artemisia morì a Napoli nel 1653.

sabato 19 luglio 2014

Bravo chi legge! - proposta di lettura 14 - Andrea Camilleri

Conoscete i gialli del Commissario Montalbano?
È possibile proporre ad uno studente straniero un libro di Andrea Camilleri, autore dei famosi gialli del commissario di Vigata?

La lingua usata dallo scrittore, nato a Porto Empedocle, Agrigento, nel 1925, è sicuramente piena di termini in dialetto siciliano, di non facile comprensione, ma i suoi libri sono affascinanti e la lettura molto coinvolgente.


All’inizio l’autore vanta una lunga carriera di sceneggiatore e regista di teatro, nonché autore teatrale e televisivo.

Ma è dal 1994, dall'uscita del romanzo La forma dell'acqua, che inizia il suo grande successo editoriale.
Due sono i filoni della produzione narrativa di Camilleri: i romanzi polizieschi (che hanno come protagonista il commissario Salvo Montalbano) e i romanzi storici (ambientati sempre in Sicilia), ma in entrambi i casi la trama coinvolge sempre in qualche maniera la ricerca di una soluzione, o della spiegazione di uno o più omicidi, sparizioni, stragi, insomma… morti.

Camilleri si è anche cimentato con una biografia "inventata" di Luigi Pirandello, Il figlio cambiato (Rizzoli, 2000) e nel 2009 ha pubblicato un altro romanzo “pirandelliano”, La tripla vita di Michele Sparacino.
Di particolare interesse anche la serie di romanzi dedicata ai grandi pittori, nel 2007 Il colore del sole (su Caravaggio), nel 2008 La Vuccirìa (su Guttuso) e nel 2009 Il cielo rubato (su Renoir).

Sono stati trasmessi vari sceneggiati televisivi basati sui romanzi polizieschi del commissario Salvo Montalbano di Camilleri, che hanno riscosso un grande successo del pubblico televisivo.
Fino ad oggi Camilleri ha venduto più di 10 milioni di copie.






La definizione che è stata data alla particolare lingua usata da Camilleri abbraccia espressioni quali "ibrido", "miscuglio", "italiano sporco", "miscela di italiano e dialetto". È indiscutibile che la base linguistica di tutti i romanzi di Camilleri sia l'italiano neostandard (la lingua italiana di uso“moderno”, definita da Berruto nel 1987).

Ma Camilleri fa molta attenzione all’uso del dialetto o delle altre particolarità della lingua, infatti nei sui romanzi vengono espressi giudizi su diverse varietà linguistiche,per es., il personaggio di Catarella chiama il suo linguaggio maccheronico taliano (Il cane di terracotta,p. 25); il questore dice che la lingua di Montalbano è un italiano bastardo (ibidem, p. 54), Livia, la fidanzata, non vuole che Montalbano parli in siciliano (ibidem, 227).

Questo linguaggio si trova ad esempio nel discorso diretto dei vari personaggi (sia delinquenti mafiosi, sia rappresentanti delle forze dell'ordine).



Prova a leggere questo breve discorso e poi leggi la trascrizione in italiano:

“Eh no, duttureddru, non è la stessa cosa, mi meraviglio di lei che sapi leggiri e scriviri, le parole non sono uguali. Io mi faccio arrestare, non mi costituisco. Si pigliassi la giacchetta che ne parliamo dintra, io intanto rapro la porta. (Il cane di terracotta,p. 20)”

“Eh no, dottorino, non è la stessa cosa, mi meraviglio di lei che sa leggere e scrivere, le parole non sono uguali. Io mi faccio arrestare, non mi costituisco. Pigli pure la giacchetta ché ne parliamo dentro, io intanto apro la porta”.

C'è un personaggio molto simpatico nei gialli con Montalbano, che si esprime in una lingua che si può definire maccheronica, un miscuglio di italiano burocratico e formale, italiano popolare, e dialetto. Questo tipo di lingua crea incomprensioni e situazioni altamente comiche. Il personaggio è Catarella, assunto nel Commissariato perché lontano parente di un ex-onnipotente onorevole.




Leggi il dialogo fra il commissario e Catarella ed evidenzia le espressioni non in italiano, poi cerca di “tradurre” o almeno di comprendere il senso dello scambio di battute fra i due protagonisti (livello C2)

Un giorno a Montalbano Catarella si era presentato con la faccia di circostanzia.
- Dottori, lei puta caso mi saprebbi fare la nominata di un medico di quelli che sono specialisti? -
- Specialista di cosa, Catare’? -
- Di malattia venerea. -
Montalbano aveva spalancato la bocca per lo stupore.
- Tu?! Una malattia venerea? E quando te la pigliasti? -
- Io m'arricordo che questa malattia mi venne quando ero ancora nico, non avevo manco sei o sette anni. -
- Ma che minchia mi vai contando, Catarè? Sei sicuro si tratta di una malattia venerea? -
- Sicurissimo, dottori. Va e viene, va e viene. Venerea.-
(Il cane di terracotta, p. 25-26)


Per approfondire gli argomenti e leggere tante notizie e curiosità sul mondo di Camilleri:

giovedì 10 luglio 2014

Un tuffo a... Istanbul, Izmir, Ankara


L’ITALIANO IN CLASSE  SINIFTA İTALYANCA

Ecco alcune espressioni e frasi utili per il linguaggio in classe con la traduzione in lingua turca per gli studenti principianti a cura di Tuğba Yazıcı.
Yeni başlayan öğrenciler için, sınıfta konuşulan dile göre Tuğba Yazıcı tarafından hazırlanmış bazı faydalı terim ve cümleler ile Türkçe çevirileri.


Come chiedere spiegazioni
Nasıl açıklama istenir

- Non ho capito. Anlamadım.
- Può (puoi) ripetere, per favore? Lütfen tekrarlar mısınız (tekrarlar mısın)?
- Può (puoi) parlare più lentamente? Daha yavaş konuşur musunuz (konuşur musun)?
- Che cosa significa "…………….."? ..................ne demektir?
- Come si dice "………….……" in italiano? İtalyanca ................. nasıl denir?
- Come si pronuncia (scrive) questa parola? Bu sözcük nasıl telaffuz edilir (yazılır)?
- È giusto? - È sbagliato? Doğru mu? - Yanlış mı?

Come chiedere qualcosa
Bir şey nasıl sorulur

- Scusi (scusa), posso fare una domanda? Afedersiniz (Afedersin), bir şey sorabilir miyim?
- Posso aprire la finestra? Pencereyi açabilir miyim?
- Può (puoi) aiutarmi? Bana yardım eder misiniz (eder misin)?

Come chiedere o esprimere un'opinione
Bir görüş nasıl sorulur veya ifade edilir

- Mi piace … .... Hoşuma gider veya beğenirim veya severim
- Le piace (formale) ………? ........... hoşunuza gider mi? (resmi)
- Ti piace (informale) ...…..? ........... hoşuna gider mi? (gayri resmi)
- Sono d'accordo. Katılıyorum.
- Non sono d'accordo. Katılmıyorum.

Come scusarsi o chiamare qualcuno
Nasıl özür dilenir veya birisi nasıl çağrılır

- Mi dispiace molto. Çok üzgünüm.
- Scusi (formale), …...…. Afedersiniz (resmi), ..........
- Scusa (informale), ….... Afedersin (gayri resmi), .........






venerdì 27 giugno 2014

Un tuffo... in Emilia Romagna - Parma


Il professor Alain Gendre da Chaumont (Francia) è tornato in Italia con il suo gruppo di studenti adulti per un nuovo viaggio, questa volta in Emilia - Romagna: ecco le foto e il diario di viaggio di Yvon Crus, uno dei partecipanti al viaggio.

Così come Giulio Cesare aveva attraversato il Rubicone, Alain Gendre non ha esitato a portare le sue “truppe” in Emilia – Romagna! Il 14 maggio noi eravamo “pronti a partire”. Siamo arrivati fino a Rimini, passando da Parma, Modena, Dozza, Bologna, Gradara, Ravenna, Ferrara e Mantova.

Alla fine del viaggio, un po’ nostalgici dei nostri cari rimasti a casa, abbiamo deciso di fare ritorno ma non prima di esserci riempiti la mente di ricordi e le borse di souvenir, cioè prosciutti di Parma, pezzi di Parmigiano Reggiano e bottiglie di Lambrusco!

Ecco le prime immagini del nostro viaggio, qui siamo a Parma, dove dobbiamo abbiamo visitato:

  • Il palazzo del Giardino, situato all'interno del Parco Ducale; i lavori di costruzione iniziarono nel 1561 su ordine del duca di Parma Ottavio Farnese.
  • Il Palazzo della Pilotta, costruito da Ottavio Farnese, è il centro storico e culturale della città.
  • Il palazzo del Governatore, struttura originaria del XIII secolo che fu antica sede di mercanti e del Governatore.
  • Il Duomo (1060 – 1073) di architettura romanica, con la cupola dipinta dal Correggio.
  • Il Battistero ottagonale in marmo rosa di Verona (queste due strutture rappresentano i monumenti più importanti e simbolici della città).
  • Il Teatro Farnese, opera lignea dell'architetto Giovan Battista Aleotti, realizzato all'interno del maestoso Palazzo della Pilotta.


Abbiamo poi visitato un prosciuttificio, per assaggiare il famoso prosciutto di Parma.
I maiali sono allevati fino all’età di 9 mesi, le cosce coperte da una quantità ridotta di sale marino, stagionate non meno di 12 mesi, a temperatura e umidità variabili. Poi la fase di seccatura finale, il controllo di qualità e la stampa del marchio.








Ed eccoci pronti per l’assaggio, siamo una “truppa” molto affamata!



Buon appetito a tutti!