sabato 22 giugno 2019

Un Tuffo... ad Agrigento e Piazza Armerina

Viviane, una professoressa di lingua italiana di Grasse, in Francia, ci ha mandato le foto della sua bellissima vacanza in Sicilia
Ecco in particolare, le immagini di Agrigento, con la sua meravigliosa Valle dei Templi, uno dei siti archeologici più rappresentativi della civiltà greca classica, inserito nel 1998 dall'UNESCO nell'elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. 



Su un crinale roccioso che delimita a sud l'altopiano su cui sorgeva l'abitato classico, emergono i resti dei templi dorici: quello di Hera (Giunone) Lacinia, di Eracle (Ercole), Zeus (Giove) Olimpico, Castore e Polluce (Dioscuri) e Hephaistos (Vulcano). 
Vicino al fiume, il tempio dedicato al dio della medicina, Asclepio. L'antica Akragas, nel V secolo a.C., era un fiorente centro culturale: patria del filosofo pre-socratico Empedocle, frequentata da Pindaro e Simonide. In epoca romana, la città viene visitata da Cicerone e descritta da Virgilio nell'Eneide. 




Dal medioevo fino ai nostri giorni, le vestigia, i molteplici panorami, la vegetazione, i colori e gli echi delle civiltà perdute hanno richiamato e ispirato filosofi, scrittori, poeti e pittori: Ludovico Ariosto, Goethe, Maupassant, Alexandre Dumas, Anatole France, Salvatore Quasimodo, Luigi Pirandello. 

Ci spostiamo ora a Piazza Armerina, città romana del IV secolo dopo Cristo e sede di numerosi scavi archeologici: uno dei ritrovamenti più importanti fino ad oggi effettuati è quello dei famosi mosaici della Villa Romana del Casale. Con una superficie di oltre 3.500 metri quadrati, la Villa era la residenza di caccia di Massimiliano Erculeo, che divideva con Diocleziano la gestione dell'impero romano. 



La villa rappresenta una straordinaria testimonianza della vita in epoca romana grazie ai suoi pavimenti mosaicati, famosi in tutto il mondo e dal 1997 inseriti dall'UNESCO nell'elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. 
L'importanza della Villa del Casale è dovuta infatti all'impeccabile stato di conservazione dei mosaici, ritenuti i più estesi e affascinanti mai realizzati in epoca romana. Ai famosi mosaici della villa lavorarono maestranze africane (e forse anche romane, come testimoniano alcuni motivi di derivazione sicuramente urbana). 
In queste opere si possono ammirare scene tratte da lavori di Omero, scene mitologiche e anche immagini di vita quotidiana, sempre realizzate in maniera molto vivida. 







 La Villa presenta quattro raggruppamenti principali: ingresso principale e quartiere termale; peristilio con soggiorno e foresteria; ambienti privati e basilica; triclinio e cortile ellittico. 

Informazioni utili: 
la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina (provincia di Enna) è aperta al pubblico ogni giorno dalle 09.00 a un'ora prima del tramonto. 
Tel. +39 0935.680036 
Il costo del biglietto è di euro 10,00 (ridotto a 5 euro per lavori di ristrutturazione).
Per i residenti in provincia di Enna l'ingresso è di 1 euro. 
Ingresso gratuito per i cittadini della Comunità Europea di età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65 anni.

mercoledì 19 giugno 2019

Bravo chi legge! - proposta di lettura 10

BRAVO CHI LEGGE! Gianni Rodari

Oggi parliamo di uno dei più importanti scrittori italiani per bambini e ragazzi, Gianni Rodari.

Per i suoi libri dedicati all’infanzia tradotti in moltissime lingue, Rodari ha vinto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970: è stato uno tra i maggiori interpreti del tema "fantastico" e uno fra i principali teorici dell'arte di inventare storie grazie alla Grammatica della fantasia: introduzione all'arte di inventare storie, il suo capolavoro pedagogico, saggio indirizzato a insegnanti e genitori.

Gianni Rodari è nato il 1920 a Omegna sul Lago d’Orta: il padre Giuseppe faceva il fornaio nella via centrale del paese e morì di bronco-polmonite quando Gianni aveva solo dieci anni.

Gianni cominciò a scrivere molto giovane e nel 1936, a soli 16 anni, pubblicò otto racconti su un settimanale cattolico; l’anno seguente conseguì il diploma magistrale.
Rodari leggeva molto e amava la musica, per tre anni andò a lezione di violino. Nel 1941 vinse il concorso per maestro e incominciò ad insegnare come supplente.
La guerra fu un periodo molto duro e nel 1944 partecipò alle lotte della resistenza.
Subito dopo la guerra venne chiamato a dirigere il giornale "Ordine Nuovo" e nel 1947 all’Unità a Milano, dove diventò prima cronista, poi capo cronista ed inviato speciale.
Mentre lavorava come giornalista incominciò a scrivere i suoi più bei racconti per bambini.


In quegli anni pubblicò Il libro delle filastrocche e Le avventure di Cipollino.
Nel 1960 cominciò a pubblicare per Einaudi e la sua fama si diffuse in tutta Italia. Il primo libro che uscì con la nuova casa editrice è Filastrocca in cielo ed in terra nel 1959.


Al ritorno da un viaggio in Urss Gianni Rodari nel 1979 cominciò ad accusare i primi problemi circolatori che lo porteranno ad una morte prematura nel 1980.



Da allora sono state scritte decine di opere che parlano di Gianni Rodari, ed esistono anche centinaia di parchi, biblioteche, ludoteche, strade, e soprattutto scuole materne ed elementari intitolate a lui. Il "Parco Rodari" più importante si trova ad Omegna, suo paese natale, mentre a Roma gli è stata intitolata la biblioteca comunale.

Tanti sono i libri, i racconti e le poesie degne di nota di questo autore: fra tutti forse possiamo consigliare C'era due volte il Barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio, un romanzo breve che ha ottenuto un notevole successo di pubblico ed è stato tradotto in 11 lingue.

Oppure, La freccia azzurra che racconta della notte di Natale, quando in tutto il mondo, Babbo Natale porta i suoi doni ai bambini che sono stati buoni. Quelli italiani sono i più fortunati,perché la notte tra il 5 e il 6 gennaio ricevono degli altri regali: volando a cavallo di una scopa glieli porta la Befana,una vecchia burbera ma buona. Ma un 5 gennaio di tanti anni fa i bambini italiani rischiarono di non avere nessun dono…


Da qui parte una fiaba moderna animata da indimenticabili personaggi, dal trenino Freccia Azzurra al capitano Mezzarba, dal cagnolino Spicciola all’indiano Penna d’Argento.

Per maggiori informazioni su questo autore:


Ecco alcune celebri filastrocche di Rodari, molti bambini italiani le conoscono a memoria!

Filastrocca impertinente
Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà.

Conosci la tribù degli indiani Cucù?
C'è l'indiano Cuore che raccoglie le more,
c'è Cuoio un indianone che fa lo stregone,
c'è Scuola l'indiana che fila la lana,
c'è l'indiano Cuoco che accende un bel fuoco.
Conosci la tribù degli indiani Cucù?
Se li scrivi con la Q ride tutta la tribù!!!!!

Il cielo è di tutti
Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell'ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.


venerdì 7 giugno 2019

Un tuffo a... Istanbul, Izmir, Ankara


L’ITALIANO IN CLASSE  SINIFTA İTALYANCA

Ecco alcune espressioni e frasi utili per il linguaggio in classe con la traduzione in lingua turca per gli studenti principianti a cura di Tuğba Yazıcı.
Yeni başlayan öğrenciler için, sınıfta konuşulan dile göre Tuğba Yazıcı tarafından hazırlanmış bazı faydalı terim ve cümleler ile Türkçe çevirileri.


Come chiedere spiegazioni
Nasıl açıklama istenir

- Non ho capito. Anlamadım.
- Può (puoi) ripetere, per favore? Lütfen tekrarlar mısınız (tekrarlar mısın)?
- Può (puoi) parlare più lentamente? Daha yavaş konuşur musunuz (konuşur musun)?
- Che cosa significa "…………….."? ..................ne demektir?
- Come si dice "………….……" in italiano? İtalyanca ................. nasıl denir?
- Come si pronuncia (scrive) questa parola? Bu sözcük nasıl telaffuz edilir (yazılır)?
- È giusto? - È sbagliato? Doğru mu? - Yanlış mı?

Come chiedere qualcosa
Bir şey nasıl sorulur

- Scusi (scusa), posso fare una domanda? Afedersiniz (Afedersin), bir şey sorabilir miyim?
- Posso aprire la finestra? Pencereyi açabilir miyim?
- Può (puoi) aiutarmi? Bana yardım eder misiniz (eder misin)?

Come chiedere o esprimere un'opinione
Bir görüş nasıl sorulur veya ifade edilir

- Mi piace … .... Hoşuma gider veya beğenirim veya severim
- Le piace (formale) ………? ........... hoşunuza gider mi? (resmi)
- Ti piace (informale) ...…..? ........... hoşuna gider mi? (gayri resmi)
- Sono d'accordo. Katılıyorum.
- Non sono d'accordo. Katılmıyorum.

Come scusarsi o chiamare qualcuno
Nasıl özür dilenir veya birisi nasıl çağrılır

- Mi dispiace molto. Çok üzgünüm.
- Scusi (formale), …...…. Afedersiniz (resmi), ..........
- Scusa (informale), ….... Afedersin (gayri resmi), .........






martedì 4 giugno 2019

Bravo chi legge! - Proposta di lettura 11

Bravo chi legge! Massimo Gramellini

Fai bei sogni, è un romanzo di Massimo Gramellini, edito da Longanesi.
Come ci spiega l’autore, vicedirettore del quotidiano La stampa e autore della rubrica Buongiorno, “è la storia di un uomo che a quarant’anni di distanza scopre la verità sulla morte della madre.”


Quando sua madre morì, MassimoGramellini era un bambino. Il dolore di questa perdita improvvisa e il senso di abbandono che ne derivò, lo resero timoroso e spaventato all’idea di amare. La figura della mamma venne così da lui esaltata e resa perfetta, a scapito del padre, che sembra poco sensibile e quasi incapace di comprendere il suo dolore. Ma è solo apparenza: dopo quaranta anni, il ritrovamento di una lettera scardinerà certezze e false idee, donando una dimensione più umana anche a chi non c’è più e facendogli rivalutare chi, con la sua durezza, voleva solo proteggerlo.


Ecco la prima parte del libro: scegli la parola giusta fra le due proposte
(livello B2 – C1)

“Quarant’anni prima, l’ultimo dell’anno mi ero SVEGLIATO / ADDORMENTATO così presto che credevo di sognare ancora. Ricordo l’odore della mamma nella mia CUCINA / STANZA, la sua vestaglia ai piedi del letto. Che ci faceva lì? E poi: la neve sul davanzale, le LUCI / RADIO accese in tutta la casa, un rumore di passi strascicati e quel guaito di creatura ferita.
«Nooooo!»
Infilo le PANTOFOLE / DITA nei piedi sbagliati, ma non c’è tempo per rimediare. La porta sta già cigolando sotto la spinta delle mie ORECCHIE / MANI, finché lo vedo in mezzo al corridoio, accanto all’albero di Natale.
Papà.
La quercia della mia INFANZIA / VECCHIAIA , piegato come un salice da una FORBICE / FORZA invisibile e sorretto per le ascelle da due sconosciuti. Indossava la giacca da camera color porpora che gli aveva REGALATO / LEGATO la mamma. Quella con un cordone delle tende al posto della CRAVATTA / CINTURA. Si muoveva a scatti, scalciando e contorcendosi. Appena si accorse della mia presenza, lo sentii mormorare: «È mio figlio… Per favore, portatelo dai vicini». Abbandonò la testa all’indietro e urtò l’ALBERO / ABETE di Natale. Un angelo con le ali di VETRO / ACCIAIO perse l’equilibrio e precipitò al tappeto.
Glisconosciuti erano muti ma IGNORANTI / GENTILI e mi parcheggiarono sul lato opposto del pianerottolo, da una COPPIA / SQUADRA di pensionati.
Tiglio e Palmira.
Tiglio affrontava la vita dietro la corazza immutabile del suo IMPERMEABILE / PIGIAMA a righe e con il conforto di una ostinata sordità. Comunicava soltanto per iscritto, ma quella mattina si rifiutava di RISPONDERE / CHIEDERE alle domande che gli avevo scarabocchiato in stampatello sul margine MARRONE / BIANCO del giornale.