mercoledì 22 aprile 2015

Impara l'arte 4 - Giotto

Parliamo oggi di Giotto, certamente uno dei più grandi pittori italiani, oltre che importante architetto.
Fu allievo di Cimabue ed anche molto apprezzato dai suoi contemporanei, tanto da essere definito dal Boccaccio "il miglior dipintor del mondo".

Giotto è stato l'iniziatore di uno stile nuovo dell'arte figurativa italiana e modello per i pittori rinascimentali di cui abbiamo già parlato.
Giotto (forse diminutivo di Ambrogio o Angiolo) di Bondone nacque intorno al 1267 da una famiglia di contadini vicino Firenze.

La leggenda vuole che il giovane Giotto venne notato dal maestro Cimabue, anch’esso importantissimo pittore, mentre pascolava le sue pecore ritraendole su di un sasso. Così intorno al 1272 Giotto divenne allievo di Cimabue presso la sua bottega a Firenze vicino Santa Maria Novella.
Intorno al 1290 aprì una sua propria bottega.

Un'altra leggenda vuole che sia stato lo stesso Cimabue a incitarlo quando cercò di scacciare da una tela a cui lavorava, una mosca dipinta da Giotto.

Pochi anni più tardi si recò ad Assisi per affrescare la Basilica Superiore con Le Storie della vita di San Francesco , un ciclo di affreschi di grandissimo valore figurativo.




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In seguito diventò un artista molto apprezzato e molto ricco, tanto da superare il suo maestro Cimabue, come cita Dante, e da essere chiamato a Padova per affrescare la Cappella degli Scrovegni, tra il 1303 e il 1306, recentemente restaurata.

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Questa cappella è forse il capolavoro assoluto di Giotto: il ciclo di affreschi, realizzato in soli due anni, raffigura le Storie di Anna e Gioacchino, di Maria, di Gesù, le Allegorie dei Vizi e delle Virtù ed il magnifico Giudizio Universale.
A Firenze venne nominato capomastro dell'Opera del Duomo di Firenze ed iniziò i lavori per la realizzazione del Campanile, che da lui prende il nome ma che non riuscì a finire perché morì nel 1337.
Le sue spoglie sono conservate in Santa Croce.

Giotto ha realizzato alcuni capolavori immortali, come alcune splendide Madonne (per esempio la Madonna di Ognissanti) o meravigliosi crocifissi.



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Purtroppo però diverse opere di Giotto sono andate perdute o disperse.
Alcune sono conservate in musei internazionali come il Louvre di Parigi e il MET di NewYork.
Giotto con la sua pittura ha portato ad una grande rivoluzione nell'arte figurativa, diventando un innovatore di gusto e di stile e il modello d'ispirazione per gli artisti del Rinascimento: per secoli molti pittori si sono ispirati al suo lavoro.

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Conosci queste opere di Giotto e sai dove si possono ammirare?


martedì 14 aprile 2015

Bravo chi legge! - proposta di lettura 10

BRAVO CHI LEGGE! Gianni Rodari

Oggi parliamo di uno dei più importanti scrittori italiani per bambini e ragazzi, Gianni Rodari.

Per i suoi libri dedicati all’infanzia tradotti in moltissime lingue, Rodari ha vinto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970: è stato uno tra i maggiori interpreti del tema "fantastico" e uno fra i principali teorici dell'arte di inventare storie grazie alla Grammatica della fantasia: introduzione all'arte di inventare storie, il suo capolavoro pedagogico, saggio indirizzato a insegnanti e genitori.

Gianni Rodari è nato il 1920 a Omegna sul Lago d’Orta: il padre Giuseppe faceva il fornaio nella via centrale del paese e morì di bronco-polmonite quando Gianni aveva solo dieci anni.

Gianni cominciò a scrivere molto giovane e nel 1936, a soli 16 anni, pubblicò otto racconti su un settimanale cattolico; l’anno seguente conseguì il diploma magistrale.
Rodari leggeva molto e amava la musica, per tre anni andò a lezione di violino. Nel 1941 vinse il concorso per maestro e incominciò ad insegnare come supplente.
La guerra fu un periodo molto duro e nel 1944 partecipò alle lotte della resistenza.
Subito dopo la guerra venne chiamato a dirigere il giornale "Ordine Nuovo" e nel 1947 all’Unità a Milano, dove diventò prima cronista, poi capo cronista ed inviato speciale.
Mentre lavorava come giornalista incominciò a scrivere i suoi più bei racconti per bambini.


In quegli anni pubblicò Il libro delle filastrocche e Le avventure di Cipollino.
Nel 1960 cominciò a pubblicare per Einaudi e la sua fama si diffuse in tutta Italia. Il primo libro che uscì con la nuova casa editrice è Filastrocca in cielo ed in terra nel 1959.


Al ritorno da un viaggio in Urss Gianni Rodari nel 1979 cominciò ad accusare i primi problemi circolatori che lo porteranno ad una morte prematura nel 1980.



Da allora sono state scritte decine di opere che parlano di Gianni Rodari, ed esistono anche centinaia di parchi, biblioteche, ludoteche, strade, e soprattutto scuole materne ed elementari intitolate a lui. Il "Parco Rodari" più importante si trova ad Omegna, suo paese natale, mentre a Roma gli è stata intitolata la biblioteca comunale.

Tanti sono i libri, i racconti e le poesie degne di nota di questo autore: fra tutti forse possiamo consigliare C'era due volte il Barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio, un romanzo breve che ha ottenuto un notevole successo di pubblico ed è stato tradotto in 11 lingue.

Oppure, La freccia azzurra che racconta della notte di Natale, quando in tutto il mondo, Babbo Natale porta i suoi doni ai bambini che sono stati buoni. Quelli italiani sono i più fortunati,perché la notte tra il 5 e il 6 gennaio ricevono degli altri regali: volando a cavallo di una scopa glieli porta la Befana,una vecchia burbera ma buona. Ma un 5 gennaio di tanti anni fa i bambini italiani rischiarono di non avere nessun dono…


Da qui parte una fiaba moderna animata da indimenticabili personaggi, dal trenino Freccia Azzurra al capitano Mezzarba, dal cagnolino Spicciola all’indiano Penna d’Argento.

Per maggiori informazioni su questo autore:


Ecco alcune celebri filastrocche di Rodari, molti bambini italiani le conoscono a memoria!

Filastrocca impertinente
Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà.

Conosci la tribù degli indiani Cucù?
C'è l'indiano Cuore che raccoglie le more,
c'è Cuoio un indianone che fa lo stregone,
c'è Scuola l'indiana che fila la lana,
c'è l'indiano Cuoco che accende un bel fuoco.
Conosci la tribù degli indiani Cucù?
Se li scrivi con la Q ride tutta la tribù!!!!!

Il cielo è di tutti
Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell'ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.


venerdì 3 aprile 2015

un tuffo in... Italia - Pasqua a Tredozio


UN TUFFO IN… ITALIA – PASQUA a TREDOZIO

Anche quest’anno, per la 52° edizione, la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta si svolgerà una manifestazione singolare e divertente: la Sagra e Palio dell’Uovo di Tredozio, una bella cittadina sull’Appennino tosco-romagnolo, in provincia di Forlì- Cesena.


Tredozio propone infatti due giorni tutti dedicati alle uova, con gare, intrattenimento, mostre d’arte a tema, mercatini d’artigianato e mostre fotografiche, artisti di strada, sfilata in costume storico.



Coinvolgenti sono i giochi con il pubblico come la “Pesca nell’uovo gigante” e la “Pentolaccia”, la “Battitura dell’Uovo Sodo” tra Rioni e pubblico e il Campionato nazionale dei Mangiatori di Uova Sode, tradizionale il campionato maschile, più recente quello femminile.
Per il giorno di Pasqua è previsto anche il Campionato di Sfogline, mentre a Pasquetta si svolge la disputa del Palio dell’Uovo con quattro gare appassionanti e divertenti e la disfida dell’Uovo tra i comuni di Tredozio e Arcevia.





La gara è preceduta dalla sfilata del corteo storico in rappresentanza degli antichi costumi medievali dei quattro rioni cittadini, con musicanti, sbandieratori e paggetti che portano il Palio d’argento.
L’uovo, sia crudo che sodo, è protagonista delle 4 gare del Palio, di cui la più spettacolare e sentita è la “battaglia delle uova crude” che vede contrapposte a rotazione le coppie dei Rioni in un incontro di abilità e precisione, con il lancio di 600 uova per ogni tornata.
Altrettanto simpatiche le gare dell’”uovo sodo nel pagliaio” (200 uova sode da ricercare all’interno di un grande pagliaio), la gara dell’”uovo al bersaglio” e quella del “tiro alla fune” con le due squadre posizionate sulle rive contrapposte del fiume.

Durante i due giorni di festa negli stand gastronomici allestiti per le vie del paese è possibile degustare tagliatelle, frittate, dolci ed altre specialità della tradizione gastronomica e culinaria locale.
La sagra offre l’occasione per trascorrere le festività pasquali in modo originale e spensierato in una località molto piacevole.



La Sagra -Palio dell’Uovo 2015 si terrà a Tredozio il 5 e 6 Aprile, nelle vie del centro storico.


Per informazioni
Tel. +39.0546.943937 Comune Tredozio; +39.333.8827033 punto info
Fax +39.0546.943921

mercoledì 25 marzo 2015

Un tuffo... in Italia - Abruzzo

UN TUFFO… IN ITALIA - Montagne d’ABRUZZO

“Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d'oro,
Un vento lieve spira dal cielo azzurro….”

Nel suo diario Viaggio in Italia, pubblicato nel 1817, così Goethe parla del nostro paese: il grande scrittore tedesco ci fornisce una descrizione non solo geografica ma soprattutto delle atmosfere e delle persone, insieme a riflessioni su arte, cultura e letteratura.

E voi quali località avete visitato in Italia? E quali città vorreste conoscere?

Gianni ha fatto un viaggio nella bella regione dell’Abruzzo e in particolare nel territorio montano del Parco Nazionale della Majella, che è il secondo massiccio montuoso più alto degli Appennini dopo il Gran Sasso, fra le province di Chieti, L’Aquila e Pescara (la cima più alta è il Monte Amaro, di 2793 metri).



In particolare Gianni ha passeggiato alla ricerca di alcuni eremi e santuari, fra i più belli e suggestivi in Italia.
Un eremo è un luogo di difficile accesso di solito sperduto nelle montagne, dove un uomo di fede o un filosofo, detto eremita o anacoreta, si ritira per escludersi volontariamente dalla vita sociale, per pregare e meditare.




Le montagne dell’Abruzzo hanno rappresentato nei secoli un luogo adatto alla vita degli eremiti, tanto che in tutta la regione si contano quasi cento eremi.
Tra le figure di Santi eremiti che hanno abitato questi luoghi, la più famosa è sicuramente quella di San Pietro Angelerio, diventato Papa con il nome di Celestino V nel 1294 e conosciuto per il suo rifiuto al pontificato (di cui parla anche Dante, che mette il papa addirittura nell’Inferno, III canto).



Questo per esempio è l’eremo di Sant’Onofrio che visse qui per anni in completa solitudine, coprendonsi, come si vede dalla statua, dei suoi soli capelli.


Questa invece è l'Abbazia di San Liberatore alla Maiella, è uno dei più antichi monasteri dell’Abruzzo, più di 1000 anni di storia.







Nella chiesa di Manoppello invece è conservata una reliquia molto venerata: il Volto Santo di Gesù.






Si tratta di un velo tenue che ritrae l'immagine di un volto, un viso maschile con i capelli lunghi e la barba, ritenuto essere quello di Cristo: l'immagine ritratta "non è disegnata o dipinta da mano umana", ed ha una caratteristica unica al mondo, è visibile identicamente da ambedue le parti.
Sarebbe quindi, secondo la tradizione cristiana, il velo della Veronica, la donna che asciugò il volto di Cristo sulla via del Calvario.
E infine Giann iha fatto una bella passeggiata fino al magnifico Eremo di San Bartolomeo, scavato nella roccia delle montagne.










Questa è una zona dove molto attiva è la pastorizia delle pecore e la vita è ancora legata ad antiche tradizioni.

Avete mai visitato l’Abruzzo o un’altra regione italiana?
Mandateci le foto e i vostri racconti di viaggio!