venerdì 28 febbraio 2020

Un Tuffo in... Basilicata!


Oggi vivremo un’avventura davvero unica!
Vi portiamo sulle Dolomiti Lucane, nel cuore della Basilicata, dove un cavo d’acciaio sospeso tra le vette di due paesi, Castelmezzano e Pietrapertosa permette di vivere una grande emozione: il Volo dell’Angelo.



Arriviamo a Castelmezzano, uno splendido borgo, dove si può girare tra le casette, incastonate tra le rocce, o fare suggestive escursioni storico-naturalistiche.
L’ebbrezza del volo si può provare su due linee differenti il cui dislivello è rispettivamente di 118 e 130 metri.
La prima, detta di San Martino parte da Pietrapertosa (quota di partenza 1020 metri) e arriva a Castelmezzano (quota di arrivo 859 metri) dopo aver percorso 1415 metri raggiungendo una velocità massima di 110 Km all’ora.










La seconda linea permette di lanciarsi da Castelmezzano e arrivare a Pietrapertosa toccando i 120 Km all’ora su una distanza di 1452 metri.







Il paesaggio delle Dolomiti Lucane è magnifico, con spettacolari sagome che hanno suggerito nomi fantasiosi come l’aquila reale, l’incudine, la grande madre, la civetta.



Sono montagne la cui nascita risale al periodo del Miocene medio, circa 15 milioni di anni fa, durante il quale si formarono in fondo al mare queste splendide rocce.



Per maggiori informazioni e prenotazioni:

sabato 8 febbraio 2020

Impara l'arte... 1 - Michelangelo


“Impara l’arte e mettila da parte”, dice un famoso proverbio italiano.

Impara la lingua italiana attraverso l’arte, vi proponiamo noi!
Faremo un TUFFO in tutti i colori dei grandi artisti italiani…
cominciando con un grandissimo, Michelangelo Buonarroti.


Michelangelo è nato nella piccola cittadina di Caprese, in provincia di Arezzo che ora ha preso il nome di Caprese Michelangelo, nel 1475 ed è morto a Roma, nel 1564: era quindi molto anziano, soprattutto se pensiamo alla sua vita di quei tempi e anche alle grandi fatiche che l’artista ha sopportato per realizzare le sue opere, in particolare la Cappella Sistina.

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Michelangelo è stato un genio completo: prima di tutto egli si riteneva uno scultore, ma fu anche eccelso pittore, architetto e compose anche dei versi.
Possiamo dire quindi senza dubbio che è uno dei più importanti personaggi del Rinascimento italiano e uno dei più grandi artisti di sempre.
L’opera di Michelangelo era un'incessante ricerca della bellezza e forse proprio per questo fu un artista tanto geniale quanto irrequieto.
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Il suo nome è legato a una serie di opere che lo hanno consegnato alla storia dell'arte, alcune delle quali sono conosciute in tutto il mondo e considerate fra i più importanti lavori dell'arte occidentale: il David, la Pietà, o il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina.
Lo studio delle sue opere, insieme a quello degli altri due grandi del Rinascimento, Raffaello e Leonardo, segnò le generazioni successive, dando vita, a una scuola che fece arte "alla maniera" loro e che va sotto il nome di Manierismo.


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Nel 1550 uscì la prima edizione delle Vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti, di Giorgio Vasari che conteneva una biografia di Michelangelo, la prima scritta di un artista vivente: quest'opera celebrava l'artista come vertice di quella catena di grandi artisti che partiva da Cimabue e Giotto, e raggiungeva in lui la sintesi perfetta delle arti (pittura, scultura e architettura) in grado non solo di rivaleggiare ma anche di superare i mitici maestri dell'antichità.


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Rispondi ora a questo QUIZ:
1. Sai in quale regione italiana si trova Arezzo?
2. Sai che cos’è il Rinascimento?
3. Come si chiama un artista che compone dei versi di poesia?

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4. E infine, sapresti dare un nome alle opere di Michelangelo, fra le sue più famose, che trovi in questa pagina e sai dove si trovano?

mercoledì 5 febbraio 2020

Un Tuffo a... Zagabria, Spalato, Pola

QUESTIONARIO INIZIALE 

Traduzione in lingua croata a cura di Meri Dragicevic  

UPITNIK PRIJE POČETKA NASTAVE

Prije no što počneš učiti talijanski jezik i upoznavati talijansku kulturu, predlažemo ti da odgovoriš na pitanja u ovom kratkom Upitniku: ukoliko nešto ne razumiješ pitaj nastavnika ili nekog od naprednijih učenika. 

Je si li već učio/la talijanski?                                                                   da       ne
Ako jesi, gdje i koliko dugo? __________________________________________________

Zašto učiš talijanski?

       korisno je za moj studij
       obožavam talijansku kulturu
       korisno je za moj posao
       da mogu razgovarati s prijateljima Talijanima
       radi putovanja u Italiju
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Koji su tvoji ciljevi?

       govoriti talijanski
       komunicirati u svakidašnjim situacijama
       čitati novine, revije ili knjige
       poznavati trgovinsku terminologiju
       pratiti talijanske TV programe
       slušati talijanski radio i pjesme
       pisati pisma
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Što te najviše zanima od talijanske kulture?      

       povijest i umjetnost
       gastronomija
       književnost
       glazba
       moda
       film 


Najvažnije ti je naučiti…. 

       govoriti i moći se izraziti             
       pisati tekstove i pisma
       razumjeti kad slušaš      
       čitati novine i knjige

Koje od navedenih aktivnosti najviše voliš obavljati u razredu: 


       slušati i čitati naglas dijaloge
       slušati objašnjenja gramatike
       slušati glazbu i pjevati
       gledati filmove ili televizijske programe
       čitati književne tekstove                                         
       voditi konverzaciju
       pisati pisma i sastavke
       glumiti i igrati se
       učiti riječi napamet                                              
       pisati diktate
       prevoditi ulomke i književne tekstove
       vježbati gramatiku
       čitati novinske članke
       nešto drugo _______________



domenica 26 gennaio 2020

Bravo chi legge! - Proposta di lettura 7 - Primo Levi


In occasione della prossima Giornata della memoria,
ricorrenza internazionale celebrata ogni anno il 27 gennaio in commemorazione delle vittime dell'Olocausto (in questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa), vorremmo parlare di un libro importantissimo della letteratura italiana, terribile per la sua storia, ma allo stesso tempo toccante e poetico:



Se questo è un uomo è il romanzo autobiografico di Primo Michele Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987), scrittore, partigiano e chimico italiano, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi.



Nel 1943 Primo Levi venne deportato nel campo di concentramento/sterminio di Auschwitz, dove rimase fino alla liberazione avvenuta appunto il 27 gennaio 1945.

I suoi romanzi, “Se questo è un uomo”, "La tregua" e "I sommersi e i salvati", raccontano le sue esperienze nel lager nazista e il suo difficile reinserimento nella vita del dopoguerra; sono stati tradotti in molte lingue e sono considerati classici della letteratura mondiale.
In particolare, il più famoso dei suoi libri, Se questo è un uomo , fu scritto tra il dicembre 1945 e il gennaio 1947 e riporta la testimonianza di quanto fu vissuto in prima persona dall'autore nel campo di concentramento di Auschwitz, al quale Levi riuscì miracolosamente a sopravvivere.
Dopo un lungo viaggio, Levi arriva al campo, viene spogliato di tutti i suoi averi, i suoi capelli vengono rasati e per essere riconosciuto i nazisti gli tatuano sul braccio il numero 174 517: da quel momento egli perde ogni suo diritto e inizia a lavorare come uno schiavo.

Levi diceva che il libro era nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi ed è scritto per soddisfare questa necessità.
Il manoscritto fu inizialmente rifiutato e venne pubblicato da una piccola casa editrice in sole 2.500 copie. Il successo e la notorietà del libro si fecero attendere fino al 1958, anno in cui il romanzo venne pubblicato da Einaudi.


Il libro si apre con questa toccante poesia:
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare vuoti gli occhi
 e freddo il grembo come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.


E vogliamo concludere con un’altra poesia, Prima vennero…, attribuita al pastore tedesco Martin Niemoller, sull'inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all'ascesa al potere dei nazisti e alle purghe dei loro obiettivi, gruppo dopo gruppo:

Prima vennero a prender gli Zingari
e fui contento, poiché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli Ebrei
e stetti zitto, poiché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prender gli Omosessuali
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prender i Comunisti
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.