giovedì 10 marzo 2016

UN TUFFO a... Forlì - Piero della Francesca

Andiamo oggi a Forlì, la bella città romagnola, per visitare un’importante mostra:
PIERO DELLA FRANCESCA - Indagine su un mito presso il complesso di San Domenico.
Alcuni dipinti del grande pittore toscano costituiscono il cuore dell'esposizione, ma accanto ad essi troviamo in mostra opere dei più grandi artisti del Rinascimento che consentono di definirne la formazione e il ruolo sulla pittura successiva.


Per illustrare la cultura pittorica fiorentina del Quattrocento, che vedono il pittore di Sansepolcro muovere i primi passi in campo artistico, sono presenti opere di grande prestigio di Domenico Veneziano, Beato Angelico, Paolo Uccello e Andrea del Castagno.

Ma la mostra presenta anche i primi riflessi della pittura fiamminga, da cogliere ad esempio negli affreschi del portoghese Giovanni di Consalvo.

Gli spostamenti di Piero della Francesca tra Modena, Bologna, Rimini, Ferrara e Ancona determinano l’affermarsi di un suo stile nelle opere di artisti emiliani come Marco Zoppo, Francesco del Cossa, Cristoforo da Lendinara, Bartolomeo Bonascia. 



Importanti sono i suoi influssi nelle Marche su Giovanni Angelo d'Antonio da Camerino e Nicola di Maestro Antonio; in Toscana, con Bartolomeo della Gatta e Luca Signorelli; e a Roma, con Melozzo da Forlì e Antoniazzo Romano

Ma l'importanza del ruolo di Piero è stata colta anche a Venezia, dove Giovanni BelliniAntonello da Messina mostrano di essere venuti a conoscenza del suo mondo espressivo.

La mostra si apre con il confronto tra la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca e la Silvana Cenni di Felice Casorati.



Contemporaneamente la sua opera è tenuta come modello da pittori che ne apprezzano di volta in volta l'astratto rigore formale e la norma geometrica, o l'incanto di una pittura rarefatta e sospesa.

Grande è l’influenza dell’artista nel Novecento, come è ben presentato, tra gli altri, dagli italiani Guidi, Carrà, Donghi, De ChiricoCasorati, Morandi, ma anche da stranieri come Balthus e Hopper che hanno consegnato l’eredità di Piero alla piena e universale modernità.




Per informazioni e prenotazioni sulla mostra www.mostrapierodellafrancesca.com

Cosa possiamo vedere a Forlì dopo la mostra?
A due passi dai Musei San Domenico, Palazzo Romagnoli ospita le Collezioni civiche del Novecento.
Sulla  piazza principale della città, intitolata ad Aurelio Saffi, l’Abbazia di San Mercuriale fu stata edificata sui resti di una pieve del VI secolo intitolata a Santo Stefano. Distrutta nel 1173 da un violento incendio venne riedificata tra il 1176 e il 1181 in stile romanico-lombardo. Il campanile di tipo lombardo (1180), si alza sulla destra per oltre 72 metri. 

Il Duomo di Forlì sorge - nella piazza omonima - sul luogo di un'antica pieve di origini anteriori al XII secolo ma completamente ricostruito nel 1841.


In Piazza Melozzo degli Ambrogi troviamo la Chiesa della Santissima Trinità che sorge sui resti di un'antica chiesa risalente al IV-V secolo. La tradizione vuole che fosse la prima cattedrale di Forlì. 


Se ci allontaniamo un po’ dal centro possiamo visitare la  Rocca di Ravaldino che ha rappresentato uno dei luoghi deputati alla difesa di Forlì per tutto il Medioevo. Ristrutturata e dotata di cittadella nel 1472 per volere di Pino III Ordelaffi e completata nel 1482, è stata recentemente restaurata  ed oggi è adibita a sede di mostre temporanee, mentre il cortile ospita interessanti concerti.

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