mercoledì 9 maggio 2012

Marco Tullio Giordana - I cento passi




Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino è stato ucciso la notte del 9 maggio 1978 a Cinisi, in Sicilia.

Era un conduttore radiofonico impegnato in politica e famoso per le denunce delle attività della mafia.



I cento passi è il film del 2000 diretto da Marco Tullio Giordana dedicato alla sua vita.


Come si vede in questa sequenza, il titolo deriva da fatto che solo cento sono i passi che occorre fare a Cinisi per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso Tano Badalamenti.


Il giovane Peppino Impastato vive cercando di sfuggire a quest'inesorabile legame con l'ambiente mafioso che il padre, Luigi Impastato, un po' per inerzia, un po' perché ha una moglie da proteggere e due figli da crescere, non ha la forza di rompere.


Peppino, animato da uno spirito civico irrefrenabile, non esita, con l'involontaria complicità del fratello Giovanni, ad attaccare "don Tano" e a denunciarne pubblicamente le malefatte.


La frase "noi comunisti perdiamo perché ci piace perdere" sembra quasi un preludio alla sua tragica morte, che giunge quando ormai è diventato troppo scomodo ai mafiosi e il padre, morto in un oscuro incidente, non lo può più proteggere da don Tano. Viene ucciso soprattutto per l'operato dell'irriverente Radio Aut dai microfoni della quale si è scagliato senza freni per denunciare la mafia e i suoi misfatti.

1 commento:

  1. « Questo non è un film sulla mafia, non appartiene al genere. È piuttosto un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell'illusione di cambiarlo. È un film sul conflitto familiare, sull’amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere allo stesso sangue. È un film su ciò che di buono i ragazzi del ’68 sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio. Se oggi la Sicilia è cambiata e nessuno può fingere che la mafia non esista, ma questo non riguarda solo i siciliani, molto si deve all’esempio di persone come Peppino, alla loro fantasia, al loro dolore, alla loro allegra disobbedienza. »

    (Marco Tullio Giordana, Cinematografo 2007)

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