lunedì 26 agosto 2013

Caparezza - Vieni a ballare in Puglia




Michele Salvemini in arte Caparezza, dalla biografia del suo sito ufficiale: http://www.caparezza.com
“ Mi chiamo Michele Salvemini, sono figlio di un operaio e di una maestra.
Il mio nonno paterno era falegname, quello materno era contadino.
Io sono diventato cantante, non me ne vogliano.
Sono nato nel 1973, precisamente il 9 Ottobre, come John Lennon con il quale ho in comune solo questa data e... chissà... forse lo stesso epilogo.”

Vieni a ballare in Puglia è un brano del 2008 dell’album Le dimensioni del mio caos, il suo 4° disco.
Nella parte iniziale del video c’è la partecipazione di Al Bano, corregionale di Caparezza, che canta l'introduzione mentre nel disco non vi prende parte.
La canzone affronta molti temi scottanti come quello dei morti sul lavoro, della grave situazione dell' inquinamento ambientale o dello sfruttamento degli extracomunitari nei campi coltivati.
Il titolo è in realtà una provocazione, infatti con "ballare" Caparezza intende "morire": lo si capisce dalle parole dell'introduzione: "i delfini vanno a ballare sulle spiagge, gli elefanti in cimiteri sconosciuti… “
Anche il video gioca su un umorismo macabro: Caparezza veste i panni di una guida turistica che deve sforzarsi di nascondere ai suoi clienti provenienti dal “sud del mondo” la miriade di morti disseminati lungo il paesaggio, che alla fine si risvegliano come zombie.
Il video è stato in parte girato ad Alberobello e mostra i famosi Trulli, Patrimonio Mondiale dell’umanità dell’UNESCO.

Ascolta la canzone e trova nelle parole del testo i problemi che denuncia Caparezza con la sua ironia:
I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu dove vai a ballare?

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.

Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico.
Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA. Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona. C'è chi ha fumato i veleni dell'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese. Dove quei furbi che fanno le imprese,no non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.
È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica. Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati. Mortificati, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te.

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