mercoledì 5 dicembre 2012

Enrico Caruso: Mattinata




Enrico Caruso canta “Mattinata” di Ruggero Leoncavallo (Napoli 1857 - 1919) accompagnato dalla Vienna Radio Symphony Orchestra in una registrazione del 1904.
Ecco il testo di questo brano:
L'aurora di bianco vestita
Già l'uscio dischiude al gran sol;
Di già con le rosee sue dita
Carezza de' fiori lo stuol!
Commosso da un fremito arcano
Intorno il creato già par;
E tu non ti desti, ed invano
Mi sto qui dolente a cantar.

Metti anche tu la veste bianca
E schiudi l'uscio al tuo cantor!
Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l'amor.

Commosso da un fremito arcano
Intorno il creato già par;
E tu non ti desti, ed invano
Mi sto qui dolente a cantar.

Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l'amor.

Nella sua breve vita Caruso ebbe molti successi ma anche molti dolori, professionali e sentimentali.
Uno in particolare segnò per sempre la sua carriera: nel 1901 dopo un insuccesso al S. Carlo di Napoli, nella rappresentazione dell’Elisir d’Amore, per la delusione giurò che non avrebbe più cantato nella sua città natale e si trasferì negli Stati Uniti, a New York.
Dal 1902 cominciò ad incidere dischi e continuò fino al 1920. Caruso rese celebri così all’estero molte canzoni napoletane, tra le quali: Torna a Surriento, Maria Marì, Marechiaro, O sole mio.
Le migliori interpretazioni le realizzò per le opere: Pagliacci, L'Elisir d'amore, Aida, Carmen.
Mantenne il giuramento di non cantare più a Napoli, ma vi ritornava spesso, perché richiamato dalla nostalgia del suo paese e della sua città natale.
Nel dicembre 1920, fu costretto ad abbandonare la sua attività a causa di una grave malattia polmonare che gli procurava molte sofferenze. Nel giugno del 1921, si trasferì in Italia, a Sorrento.
Ma si aggravò e fu trasportato a Napoli, in una stanza dell’Hotel Vesuvio, per cercare di salvarlo. Fu tutto inutile: nella mattina del 2 agosto 1921, a soli 48 anni, morì nella stanza dell’Hotel, in quella stessa Napoli in cui era nato.
Fu seppellito, sempre a Napoli, secondo la sua estrema volontà, in una cappella del Cimitero del Pianto: a poca distanza si trova la tomba di un altro grande napoletano, Antonio de Curtis conosciuto come Totò.

3 commenti:

  1. Stefano Jiménez16 aprile 2012 01:25

    Enrico Caruso, insieme ad Anna Magnani, Renata Tebaldi (celebre soprano), Sophia Loren, Andrea Bocelli e Arturo Toscanini sono gli italiani ad avere una stella nella Hollywood Walk of Fame, la famosa strada di Hollywood dove sono incastonate oltre 2000 stelle a cinque punte che recano i nomi di celebrità onorate per il loro contributo allo star system e all'industria dello spettacolo.

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  2. Nella Hollywood Walk of Fame ci dovrebbero essere anche Beniamino Gigli, Mario Lanza e Rodolfo Valentino... ma non Federico Fellini (incredibile!)
    Evidentemente gli americani ci apprezzano più per la musica che per il cinema.

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  3. Però forse c'è Bernardo Bertolucci... piccola consolazione ;-)

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