martedì 21 marzo 2017

Un tuffo in... Italia - Montecassino


Oggi è il 21 marzo, primo giorno di primavera, detto anche equinozio: con questa parola si indicano i giorni di inizio della primavera e dell’autunno in cui i raggi del sole sono perpendicolari all'equatore e il giorno, cioè leore di luce, e la notte hanno la stessa durata in ogni punto della terra (anche se la definizione non è altamente scientifica e piuttosto teorica, per esempio quest’anno l’equinozio di primavera sarebbe già stato ieri).


Per indicare l’inizio della primavera in Italia abbiamo molti modi di dire, per esempio:
'San Benedetto, la rondine è sotto il tetto'
che vuole significare che nel giorno in cui si celebra San Benedetto, cioè proprio il 21 marzo, inizia la stagione della primavera, simboleggiata dall'arrivo delle rondini.



Chi era San Benedetto e perché il suo nome è legato a Montecassino?





Benedetto da Norcia (480 - 547) è il fondatore dell'ordine dei Benedettini.
Il 21 marzo ricorda il giorno della sua morte, presso il bellissimo monastero di Montecassino, che egli aveva fondato nel 529, in provincia di Frosinone, nel comune di Cassino, (Lazio).
Benedetto, fratello di Santa Scolastica, era nato verso il 480 d.C. nella città umbra di Norcia, di recente colpita duramente dal terremoto.
Nell’abbazia di Montecassino, Benedetto compose la sua Regola monastica verso il 540: egli combinò la buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali, nell'intenzione di fondare una “scuola del servizio del Signore, in cui speriamo di non ordinare nulla di duro e di rigoroso.”
La Regola (sintesi del Vangelo), nella quale si organizza nei minimi particolari la vita dei monaci, è riassunta nel celebre motto ora et labora ("prega e lavora").

I monasteri che seguono la regola di San Benedetto sono detti benedettini.


Benedetto morì il 21 marzo 547 dopo 6 giorni di febbre fortissima: secondo la leggenda spirò in piedi, sostenuto dai suoi discepoli, con le braccia sollevate in preghiera, mentre li benediceva e li incoraggiava alla preghiera.

L’abbazia è celebre anche per un triste ricordo: l'antico monastero nel 1944 fu teatro della terribile battaglia di Montecassino, un bombardamento massiccio delle forze alleate ( poichè vi sospettavano erroneamente la presenza di reparti tedeschi) che lo distrusse quasi completamente.

Il bombardamento cominciò la mattina del 15 febbraio e ben 142 bombardieri pesanti e 114 bombardieri medi rasero al suolo l'abbazia. Morirono numerosi civili che avevano trovato rifugio all'interno dell'edificio, diversi soldati tedeschi e anche quaranta soldati della divisione indiana.


La ricostruzione, iniziata subito dopo la fine della guerra, ha mirato ad una riproduzione esatta delle architetture distrutte.


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