giovedì 15 marzo 2012

Francesco De Gregori: Titanic



La notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, quasi cento anni fa, il Titanic, un incredibile transatlantico britannico, affondò
nella collisione con un iceberg: era una nave considerata ''inaffondabile'', invece durante il suo viaggio inaugurale verso gli Stati Uniti, affondò portando con sé in fondo all’oceano 1.517 persone su 2.224 imbarcate.

Fu una delle più gravi tragedie della marineria civile mondiale.
Secondo la lista di passeggeri della compagnia, della prima classe si salvarono quasi il 100% di donne, l'86% dei bambini e il 32% degli uomini (in totale più del 60% dei passeggeri imbarcati), mentre della terza classe si salvarono solo il 46% delle donne, il 34% dei bambini e il 16% degli uomini.



La storia del Titanic è stata immortalata in tantissimi film e film tv, il più famoso dei quali è quello di James Cameron del 1997, secondo incasso di tutti i tempi al botteghino.




Titanic è anche un album di Francesco De Gregori che nella canzone omonima usa la storia tragica del transatlantico come metafora sociale, con la divisione in classi che accomuna la nave alla nostra società.

Nel testo si trovano ironicamente molte allusioni all'iceberg di ghiaccio che affonderà la nave:

«... e con il ghiaccio dentro al bicchiere / faremo un brindisi tintinnante...»
«.... ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore / piano piano si vada a squagliare...»
«.... forse per via di quegli occhi di ghiaccio / cosi difficili da evitare...».



Ascolta la canzone e cerca di riconoscere queste tre stofe.

E ora ecco il testo di tutta la canzone, completalo con le parole mancanti

La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e ……………………………….
E puzza di sudore dal boccaporto e ………………… di mare morto.
Sior Capitano mi stia a sentire, ho belle e pronte le mille lire,
in prima classe voglio viaggiare su questo splendido …………………..

Ci sta mia figlia che ha quindici anni ed a Parigi ha comprato un …………
se ci invitasse al suo tavolo a cena come sarebbe bello.
E con l'orchestra che ci accompagna con questi nuovi …………...americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le …………………….
e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un ………………. tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa ………………… gigante.

Ma chi l'ha detto che in terza classe, che in terza classe si ……………………. male,
questa cuccetta sembra un letto a due piazze, ci si sta meglio che in ……………………………..
A noi cafoni ci hanno sempre chiamato ma qui ci trattano da ………………………….
che quando piove si può star dentro ma col bel t…………….. veniamo fuori.

Su questo mare nero come il petrolio ad ammirare questa luna ………………………
e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il ………………………..
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel ………………… piano piano
si vada a squagliare in mezzo al fumo di questo vapore di questa ………………… in alto mare.
E gira gira gira gira l'elica e gira gira che piove e …………………………
per noi ragazzi di terza classe che per non …………………… si va in America.

E il marconista sulla sua torre, le lunghe dita celesti nell'……………………..
riceveva messaggi d'auguri per questa ………………………… straordinaria.
E trasmetteva saluti e speranze in quasi tutte le ………………………….. del mondo,
comunicava tra Vienna e Chicago in poco meno di un ………………………………

E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio ……………………………
quando la sera lo vide ………………………. lo trovò subito molto bello.
Forse per via di quegli occhi di ……………………. così difficili da evitare,
pensò "Magari con un po’ di coraggio, prima dell'arrivo mi farò …………………….".
E com'è bella la vita stasera, tra l'amore che tira e un …………………. che predica,
per noi ragazze di terza classe che per non ……………….. si va in America. (2 volte)



2 commenti:

  1. Il 10 aprile 1912 era salpato da Southampton “l’inaffondabile“, il Titanic, il transatlantico che si inabissò per sempre nell’oceano alle 2:20 del 15 aprile, due ore e quaranta minuti dopo essere entrato in collisione con un iceberg alle 23.40 del 14 aprile, portando con sé la vita di 1523 dei 2223 passeggeri che erano a bordo.
    “La nave dei sogni” rivive adesso a Belfast, dov’è nato il primo museo dedicato alla tragedia del Titanic proprio nel Titanic Quarter, quartiere nato dalla riqualificazione di una parte dei più grandi cantieri navali del mondo, gli Harland & Wolff.
    Belfast ospiterà, non solo le scialuppe che portarono in salvo i 700 superstiti, ma anche i progetti per la realizzazione del transatlantico, i cantieri e tutto ciò che servirà a ricreare una perfetta atmosfera, grazie agli allestimenti interattivi.
    100 mila biglietti sono già stati venduti in prevendita per visitare questo museo costato 120 milioni di euro e Tim Husbands, che lavora da nove anni a questo progetto, ha dichiarato: “Belfast ha dato il Titanic al mondo, ma ora è il momento di riportare il mondo a Belfast“.

    Continua su http://attualissimo.it/titanic-un-nuovo-museo-a-belfast-per-i-100-anni/#ixzz1rkyJJKpV

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  2. "Purtroppo anche il popolo italiano dovette registrare le sue vittime nel terribile disastro del TITANIC.

    Arduo il compito di risalire con certezza ad un elenco preciso degli italiani a bordo: tengo a precisare che, a parte qualche rara eccezione, i 37 connazionali imbarcati sul TITANIC, quasi tutti furono emigranti in terra inglese e quindi con relativo domicilio sul suolo britannico, ragion per cui sulle carte ufficiali figurarono come essere cittadini inglesi a tutti gli effetti...."

    di Claudio Bossi
    http://www.titanicdiclaudiobossi.com/Html/Italiani%20sul%20Titanic_117.htm

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