domenica 17 aprile 2016

Bravo chi legge! - proposta di lettura 10

BRAVO CHI LEGGE! Gianni Rodari

Oggi parliamo di uno dei più importanti scrittori italiani per bambini e ragazzi, Gianni Rodari.

Per i suoi libri dedicati all’infanzia tradotti in moltissime lingue, Rodari ha vinto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970: è stato uno tra i maggiori interpreti del tema "fantastico" e uno fra i principali teorici dell'arte di inventare storie grazie alla Grammatica della fantasia: introduzione all'arte di inventare storie, il suo capolavoro pedagogico, saggio indirizzato a insegnanti e genitori.

Gianni Rodari è nato il 1920 a Omegna sul Lago d’Orta: il padre Giuseppe faceva il fornaio nella via centrale del paese e morì di bronco-polmonite quando Gianni aveva solo dieci anni.

Gianni cominciò a scrivere molto giovane e nel 1936, a soli 16 anni, pubblicò otto racconti su un settimanale cattolico; l’anno seguente conseguì il diploma magistrale.
Rodari leggeva molto e amava la musica, per tre anni andò a lezione di violino. Nel 1941 vinse il concorso per maestro e incominciò ad insegnare come supplente.
La guerra fu un periodo molto duro e nel 1944 partecipò alle lotte della resistenza.
Subito dopo la guerra venne chiamato a dirigere il giornale "Ordine Nuovo" e nel 1947 all’Unità a Milano, dove diventò prima cronista, poi capo cronista ed inviato speciale.
Mentre lavorava come giornalista incominciò a scrivere i suoi più bei racconti per bambini.


In quegli anni pubblicò Il libro delle filastrocche e Le avventure di Cipollino.
Nel 1960 cominciò a pubblicare per Einaudi e la sua fama si diffuse in tutta Italia. Il primo libro che uscì con la nuova casa editrice è Filastrocca in cielo ed in terra nel 1959.


Al ritorno da un viaggio in Urss Gianni Rodari nel 1979 cominciò ad accusare i primi problemi circolatori che lo porteranno ad una morte prematura nel 1980.



Da allora sono state scritte decine di opere che parlano di Gianni Rodari, ed esistono anche centinaia di parchi, biblioteche, ludoteche, strade, e soprattutto scuole materne ed elementari intitolate a lui. Il "Parco Rodari" più importante si trova ad Omegna, suo paese natale, mentre a Roma gli è stata intitolata la biblioteca comunale.

Tanti sono i libri, i racconti e le poesie degne di nota di questo autore: fra tutti forse possiamo consigliare C'era due volte il Barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio, un romanzo breve che ha ottenuto un notevole successo di pubblico ed è stato tradotto in 11 lingue.

Oppure, La freccia azzurra che racconta della notte di Natale, quando in tutto il mondo, Babbo Natale porta i suoi doni ai bambini che sono stati buoni. Quelli italiani sono i più fortunati,perché la notte tra il 5 e il 6 gennaio ricevono degli altri regali: volando a cavallo di una scopa glieli porta la Befana,una vecchia burbera ma buona. Ma un 5 gennaio di tanti anni fa i bambini italiani rischiarono di non avere nessun dono…


Da qui parte una fiaba moderna animata da indimenticabili personaggi, dal trenino Freccia Azzurra al capitano Mezzarba, dal cagnolino Spicciola all’indiano Penna d’Argento.

Per maggiori informazioni su questo autore:


Ecco alcune celebri filastrocche di Rodari, molti bambini italiani le conoscono a memoria!

Filastrocca impertinente
Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà.

Conosci la tribù degli indiani Cucù?
C'è l'indiano Cuore che raccoglie le more,
c'è Cuoio un indianone che fa lo stregone,
c'è Scuola l'indiana che fila la lana,
c'è l'indiano Cuoco che accende un bel fuoco.
Conosci la tribù degli indiani Cucù?
Se li scrivi con la Q ride tutta la tribù!!!!!

Il cielo è di tutti
Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell'ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.


1 commento:

  1. Il cantautore toscano Roberto, detto Bobo Rondelli ha musicato la filastrocca di Rodari: “Il cielo e' di tutti” e la canzone è inserita nell’album “Per amor del cielo” pubblicato nel 2009.
    Questo è un simpatico video realizzato a disegni animati da Enrico Caroti Ghelli e Fabio Leonardi:
    http://www.youtube.com/watch?v=eAtncWq7fK4

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